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Un’invenzione romana

È un dato di fatto: Roma, nell’ultimo secolo, ha subìto un’espansione vertiginosa, e non sempre con risultati eccellenti. Pessime speculazioni si sono alternate ad interventi ottimi sin dal 1920, anno in cui venne promulgato il regio decreto n°1937, ponendo le basi per lo sviluppo della palazzina come tipologia edilizia nella Capitale; poi confluito nel Piano Regolatore Generale del 1931 e poi in quello del 1962. La palazzina, dunque, si pone come fenomeno urbano decisivo nella formazione della città moderna: da qui si è sentita l’esigenza di raccontare l’evoluzione di questo edificio così significativo per Roma e per l’attività professionale dei suoi progettisti; attraverso un premio video/fotografico dal titolo “la Palazzina: un’invenzione romana”. Perché proprio il medium della macchina fotografica e non disegni tecnici, piante o render? Per la natura propria del mezzo, che permette - assieme alla pittura - di esprimere le percezioni di chi sta dietro l’obiettivo; di comunicare sensazioni che sono scaturite dall’architettura, dal rapporto con lo spazio costruito. L’idea di questo premio è stato infatti raccogliere non dati scientifici, ma sensazioni e ispirazioni, che potessero testimoniare il rapporto tra città e cittadino, tra costruito e vissuto: anche per questo motivo, i partecipanti non sono stati solo architetti o progettisti, ma anche “non addetti ai lavori”, persone che di Roma vivono l’aspetto non progettuale. Questo premio ha dunque sublimato tutte queste sensazioni attraverso 5 scatti: Marianna Licari, con il suo “Pac-Man architettonico Città nuova vs città vecchia” si è aggiudicata il primo premio per la migliore fotografia per aderenza alla realtà pur nella sua interpretazione artistica; per la migliore fotografia per originalità della rappresentazione figurativa è stata premiata “la Nave” di Alessandro Amoruso; “Drammaticità Urbana” di Katia Longo e “Patch” di Valentina Accomasso hanno ricevuto il premio ex aequo per la fotografia che racconta le nuove realizzazioni; mentre il premio Per la palazzina come concetto di qualità: i nuovi materiali costruttivi, se lo è aggiudicato Donatella Gazzè con “Geometria Urbana”. Quest’ultimo riconoscimento, promosso da GruppoE, si è posto come obiettivo la creazione del concetto di “palazzina d’autore”, che superasse lo stereotipo negativo cristallizzatosi nel corso degli anni, attraverso l’impiego di nuovi materiali costruttivi nel pieno rispetto di persone ed ambiente. La premiazione è stata poi spunto per il convegno svoltosi mercoledì 11 luglio 2018 presso la Casa dell’Architettura, che ha esplorato il tema della palazzina, visto come “bene architettonico” e come elemento cardine nel tessuto urbano di Roma. Ad aprire i lavori sono stati Flavio Mangione, presidente Ordine Architetti Roma, e Luca Ribichini, Casa dell’Architettura; per poi passare alla presentazione del premio del catalogo relativo, che ne raccoglie gli scatti dei 60 partecipanti ad opere di Paola Rossi, dell’Ordine Architetti Roma. Hanno inoltre contribuito con i loro interventi Alfonso Giancotti (Università di Roma “La Sapienza”), Giorgio Tamburini (architetto), Franco Purini(Università di Roma “La Sapienza”), Margherita Guccione (MAXXI - Museo nazionale delle Arti del XXI secolo), Giorgio Ortona (Pittore), Gioia Gorgerino (vicepresidente Centro studi ACER), e in chiusura, la stessa Paola Rossi, con l’intervento “Una, nessuna, centomila”.

Testo di Massimiliano Gattoni
Foto di Archivio GruppoE