La forma è funzione

La definizione di casa come macchina per abitare e Less is more, principi dei grandi maestri del passato sono stati i concetti alla base del lavoro di Teresa Paratore la quale ha trasformato un’abitazione di 150 mq in un luogo accogliente dove poter lavorare, uno splendido ed omogeneo compromesso capace di non sacrificare la bellezza dell’espressione architettonica. L’appartamento, con una pianta “a ventaglio” dotata di un solo ingresso posto ad una estremità della stessa, aveva fatto pensare ad un’impresa davvero impossibile. Lavorando sulla pianta libera, si è pensato di adibire a filtro l’ampia zona ingresso dotata di finestra; attrezzandola con due postazioni lavoro e un piccolo bagno destinato a clienti e collaboratori. La zona è stata disimpegnata, tramite due ampie porte scorrevoli di vetro translucido, in questo modo ne risulta la stanza della progettista da una parte e il resto della casa dall’altra. La stanza studio è a sua volta separata dal living tramite due “pareti” che scorrono all’interno di una quinta. Questa suddivisione rende lo spazio flessibile e permette di isolare lo studio solo quando serve, restituendone lo spazio alla casa quando l’appartamento funziona solo da abitazione. Il fatto di avere completamente eliminato tutte le vecchie partizioni ha permesso di creare uno spazio fluido e versatile che risulta molto più ampio, pur avendo aggiunto una funzione a quella di base dell’abitare. L’aver eliminato il tramezzo che delimitava la vecchia cucina ha permesso inoltre di acquisire visivamente il piccolo terrazzo abitabile allungando la prospettiva che si coglie appena varcata la zona di ingresso della casa. L’arredamento è stato disegnato dalla progettista, già integrato nel progetto di distribuzione dello spazio. La partizione interna di tutte le armadiature è stata concepita in maniera montessoriana secondo il concetto “un posto per ogni cosa, ogni cosa al suo posto”. Il piccolo contenimento delle camere e dei bagni è stato risolto con un sistema di moduli “pensili” di 3 tipologie e 3 profondità diverse, che si compongono in modo variabile secondo uno schema a griglia; aggregati ad hoc, sostituiscono e costituiscono tipologie di mobili diversi e possono essere riconfigurati. Alcuni iconici pezzi di design, appaiono valorizzati dal fatto di essere collocati in un “contenitore” volutamente neutro. Unico elemento “decorativo” della casa sono i quadri in mostra temporanea, destinati a cambiare nel tempo l’aspetto e l’atmosfera della Casa-Studio.

Testo di Valentina Pepe
Foto di Studio Daido

Intervento
Ristrutturazione di un appartamento
Luogo
Roma
Progettisti
Teresa Paratore
Collaboratori
Alessandro Guidi
Committente
Teresa Paratore
Anno di redazione
2013
Anno di realizzazione
2014
Imprese esecutrici
Cmr
Imprese fornitrici
Adep
Dati dimensionali
160 mq (commerciali) + 143 mq (calpestabili interni)