La grande bellezza

Come si può pensare a una carta da parati dai colori eccentrici all’interno degli spazi di un ex convento cinquecentesco a Bologna? Non sarebbe così naturale se non lo vedessimo realizzato con il progetto audace e coinvolgente di Giada Schneck. La residenza di cui stiamo trattando, realizzata dall’architetto nel 2013, è la dimostrazione concreta di come si possano conciliare spazi tanto grandi e apparentemente statici con filosofie di progettazione completamente diverse, contemporanee, in grado di esaltarne la bellezza estremizzandone le potenzialità e la capacità espressiva. Ciò che ne viene è un oggetto a tutti gli effetti eccentrico ed ineguagliabile all’interno del quale complementi e arredi, inseriti dalla vecchia casa della committenza, assumono ruoli molteplici cambiando accezione e dando vita a un percorso fino ad ora inesplorato. Primo fra tutti, per esempio, il pavimento alla veneziana che, pur essendo elemento tipico delle abitazioni bolognesi, viene completamente rivisitato grazie a una miscela innovativa nel seminato composito. Secondo elemento la scala che appare essere quella originaria fino a che, un po’ con effetto sorpresa, non incontra all’ultimo piano quella nuova, moderna e materica che conduce a sua volta direttamente alla terrazza. Un incontro quasi simbolico tra vecchio e nuovo, tra ciò che è stato e ciò che potenzialmente potrebbe essere. La luce, elemento a tratti quasi inesistente a tratti imponente, caratterizza i segna passo della scala , nascosta a raso muro a eccezione di alcuni elementi di pregio negli ambienti principali. La suddivisione degli spazi viene pensata con al piano terra un grande studio, la lavanderia e una camera suite; al primo piano troviamo la zona notte mentre il secondo piano è interamente dedicato alla zona living. Seppur collegati dalla scala così come dall’ascensore, i tre piani si possono isolare l’uno dall’altro attraverso l’uso di porte blindate di nuova generazione, moderne di grandi dimensioni e scorrevoli, dal forte impatto estetico. Al contrario, le porte interne sono tutte essenziali e più alte del normale. Gli ambienti di servizio sono realizzati in tipico stile minimal, sia negli elementi di base sia nelle finiture murali, Matt e prive di colore. Unica eccezione al minimalismo, la fa il bagno degli ospiti al secondo piano, caratterizzato dal prevalente e audace color arancio, con il lavabo e le luci che appaiono come “strappi” nel muro. Infine la cucina, l’ambiente dove per eccellenza si uniscono passato e futuro, è stata realizzata con travi in legno e travetti a vista, con pavimento in stile veneziano in contrasto con i mobili in acciaio, con il cemento armato a vista e con la carta decorativa alle pareti.

Testo di Sveva Guerra
Foto di Vito Corvasce


Intervento
Ex Convento delle Acque, trasformato in residenza privata
Luogo
Bologna
Progettisti
Schneck Giada
Committente
Privato
Anno di redazione
2012
Anno di realizzazione
2013
Imprese esecutrici
Unieco
Dati dimensionali
300 mq