La storia che funziona

Palazzo Angelelli, edificio di origine cinquecentesca, si trova nel centro storico di Bologna e rappresenta uno dei palazzi storici più identificativi della zona. Oggi appartiene a Conte Frà Gherardo Hercolani Fava Simonetti che ne ha chiesto la riqualificazione e razionalizzazione con finalità abitativa. Oltre ai classici vincoli, presenti più che mai per questo genere di struttura, la difficoltà è stata quella di integrare il ricco spazio originario con la ricerca di autonomia dei nuovi ambienti. Dal progetto dell’architetto Giovanardi sono scaturite tre unità immobiliari autonome di cui una con finalità di locali ufficio. Il confronto con il passato ha fatto sì che da un lato il progetto si confrontasse con un’importante e coerente opera di restauro e dall’altro lato si mettesse in discussione con la contemporaneità dando vita ad ambienti nuovi, vivibili e funzionali. Da un’unica unità immobiliare di circa mille e duecento metri quadrati vengono frazionati gli spazi, distribuiti su più livelli all’interno dei quali viene incluso il cosiddetto piano Nobile, posto, a sua volta, al secondo piano e teatro di un’attenta opera di restauro riguardo ad ambienti di grande pregio e dall’indiscusso valore storico e architettonico. L’alto livello di pregio dello spazio ha fatto sì che anche materiali, finiture e arredi si confacessero all’adeguato target di riferimento; questo è stato considerato anche per la riqualificazione dei locali di servizio esistenti e per la creazione di un nuovo bagno. Il pieno rispetto della storia per il piano Nobile si confronta invece con la necessità di soddisfare tutte le nuove esigenze abitative negli altri due piani. Un’opera di restyling accurata e la realizzazione di alcune pareti o elementi divisori ha permesso la ridistribuzione degli spazi; anche qui vengono utilizzati materiali in grado di integrarsi con l’esistente e, laddove è stato possibile, sono stati recuperati alcuni tipi di rivestimento. Tale rispetto non ha inficiato lo spirito contemporaneo della progettazione di questi livelli abitativi tanto che vengono scelti rivestimenti all’avanguardia come resine, parquet e ceramiche. Corpi illuminanti, elementi di arredo su misura e giochi di colori completano un’attenta opera di interior. I corridoi assumono un ruolo di legame con la storia del palazzo tanto che ospitano stampe antiche, busti e stemmi. Le tradizionali porte blindate, vengono decorate con fasce di ottone che, pur rievocando appunto gli antichi portali, danno un tocco di estrema modernità. Su alcune pareti viene riproposta una sorta di texture presente già nel piano Nobile e ben identificativa dell’edificio; tale texture, raffigurante uno degli elementi grafici appartenenti allo stemma araldico dei Fava, diventa un po’ il filo conduttore di tutto il progetto. I due cortili interni si caratterizzano per alcuni elementi disegnati ad hoc come le rastrelliere per le biciclette e dissuasori di sosta a catena.

Testo di Barbara Piccolo
Foto di Claudio Alba

Intervento
Frazionamento di unità immobiliare in tre, di cui una a uso ufficio
Luogo
Bologna
Progettisti
Roberta Giovanardi
Collaboratori
Giorgia Zoboli
Committente
Privato
Anno di redazione
2010 - 2011
Anno di realizzazione
2011
Imprese esecutrici
Mimmo Costruzioni Srl
Imprese fornitrici
Tematic (sanitari), Arredoluce (corpi illuminanti), Officina Cocchi (opere in ferro), Da diseno (nuovi arredi), Sear resine (resine), Ipf (pavimenti in legno)