Editoriale

L’immagine del rifugio di montagna fra nevi perenni, posto sulla copertina di questo numero di Progetti, solleva la questione del cambiamento climatico come problema progettuale fondamentale del nostro tempo e di quello dei decenni prossimi. Tutte le altre preoccupazioni connesse all’attività progettuale, molte delle quali profondamente importanti, quali lo stile estetico, il budget, il valore sociale, la salubrità degli ambienti, sono comunque accessorie. La minaccia del cambiamento climatico è esistenziale, e gli edifici sono enormemente complici, in maniera ancora maggiore di quanto lo siano le vituperate automobili verso cui si riversano giustamente gli strali ambientalisti. Come ogni architetto dovrebbe sapere, gli edifici consumano una rilevantissima quantità di energia. Studi condotti negli Stati Uniti hanno stimato che le costruzioni sono responsabili per circa il 40% del totale dell’energia consumata annualmente, e di quasi il 50% dell’anidride carbonica emessa, attraverso i processi di trasformazione dei suoli inedificati, la produzione di cemento e il consumo di combustibili fossili. L’Europa ha legislazioni più stringenti rispetto a quelle vigenti oltreoceano per quanto concerne il consumo energetico, ma la questione rimane ancora tutta da affrontare, soprattutto per la parte pertinente la produzione di CO2. L’anidride carbonica è il principale agente del cambiamento climatico, gli edifici - e per associazione, la professione dell’architettura – sono profondamente responsabili di questo. Occorre una mobilitazione generale: siamo in guerra. Tranne che questa volta la minaccia non viene da nemici d’oltrefrontiera: è intorno a noi, giunge dal nostro pericoloso modo di vivere e costruire nel mondo. Ripensare la progettazione, la costruzione, il funzionamento e lo smantellamento degli edifici al fine di mitigare il cambiamento climatico e aumentare la resilienza verso i suoi effetti è l’impresa più importante, e stimolante, che gli architetti di quest’epoca sperimenteranno nella loro carriera. L’architettura deve cambiare con il clima, e cambiare ora, affinché l’umanità possa sopravvivere.

Franco Panzini

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