E luce sia

La ristrutturazione di un appartamento alle porte della città di Bologna mette in campo non solo la capacità creativa e progettuale dell’architetto ma anche la consapevolezza di andare a operare in un contesto già ben delineato, all’interno di una città che ha un’importante storia alle spalle e che si caratterizza per tutta una serie di particolarità, predisposizioni e spazi. La struttura su cui è andato a operare l’architetto Carlo Nocentini in collaborazione con (nome architetto donna) non è nient’altro che il tipico edificio di fine anni Cinquanta, assolutamente anonimo in confronto al contesto. Il cemento armato, materiale predominante dell’edificio originario, ha permesso la completa rivisitazione di tutti gli spazi per modulare gli ambienti a discrezione del committente. Ogni stanza, nella concezione della nuova realizzazione, sembra ritrovare la sua naturale collocazione; così la cucina, realizzata al posto di quella che era la camera matrimoniale, viene pensata vicino alla zona living e soggiorno, unico elemento divisorio due grandi porte scorrevoli in vetro sbiancato e acciaio inox. Zona giorno e zona notte, composta da tre camere da letto e due bagni, vengono separate in maniera decisa permettendo a quest’ultima di accogliere la giusta intimità e alla prima di caratterizzare momenti conviviali e di condivisione. In contrasto con la coloratissima e sfaccettata città di Bologna e con i suoi vicoli caratteristici, gli interni della casa vengono ritmati dai toni del bianco e del grigio, quasi a cercare una rassicurante isola di relax lontana dalla frenesia della quotidianità emiliana. Le stesse tonalità vengono rafforzate dai giochi che l’utilizzo della luce elettrica garantisce grazie alla realizzazione di feritoie inserite capillarmente all’interno dei cartongessi di disimpegno e in quasi tutte le pareti della zona giorno. La sobrietà dei colori trova compensazione nel legno di Listone Giordano Margaritelli che diffonde calore in ogni spazio unito alla scelta dell’elegante ceramica Sant’Agostino all’interno degli ambienti di servizio. La scelta di questi materiali dai toni più caldi e accoglienti, ha permesso agli spazi di mettere in discussione quella filosofia del “minimal” tout court tanto raffinato quanto elemento in grado di spersonalizzare gli spazi rendendoli a volte totalmente anonimi e inadeguati alla funzionalità della vita di tutti i giorni. Un po’ in contrasto con la nuova tendenza degli impianti a vista ma al fine di creare una soluzione di continuità in ogni parte dell’edificio, gli impianti sfruttano quasi nella loro totalità, lo spazio del controsoffitto presente in tutte le zone del disimpegno.

Testo di Ester Marinelli
Foto di Vito Corvasce


Intervento
Ristrutturazione interno
Luogo
Bologna
Progettisti
Carlo Nocentini
Committente
Privato
Anno di redazione
2013
Anno di realizzazione
2013
Imprese esecutrici
Slj.co Srl, Lazzari Marco (termoidralulica), Manuel Impianti elettrici
Imprese fornitrici
Tematic Spa
Dati dimensionali
140 mq