Conservare per riammodernare

L’architetto Natalia Leone ha ricevuto la richiesta, da parte di una giovane coppia, di ristrutturare la loro prima casa. Le esigenze principali di una committenza come questa, che si preparava ad una nuova vita insieme, erano due: un grande spazio da condividere con gli amici e una distribuzione che rispettasse al meglio, e tutelasse, la privacy di un nucleo familiare in crescita. Il risultato della progettazione è quello che andremo ad illustrare in queste righe. L’appartamento misura 80 mq e si trova alle porte di Modena, dove è stato edificato durante gli anni ‘60. Come da tipologia costruttiva del periodo, l’ingresso dell’appartamento affacciava su un lungo corridoio, dal quale si accedeva ai singoli vani. Entrando si incontravano la cucina e, subito di fianco, la sala, prima del lungo e stretto bagno, opposte al quale erano situate le due stanze da letto. Per illuminare gli spazi la progettista ha subito pensato di eliminare il corridoio centrale e abbattere diversi muri. L’ispirazione per il lavoro da svolgere è arrivata osservando la casa, in un modo secondo la progettista molto analogo a quella che guida la mano di uno scultore, il quale si lascia guidare dalle venature del marmo. In questo caso è stata la preesistenza a dirigere l’opera dell’architetto e, proprio per tal motivo, durante le opere di demolizione, si è voluto mantenere un segno architettonico che è ora la peculiarità principale dell’appartamento: un pilastro nudo che mostra le venature del legno delle casseforme utilizzate per costruirlo. Appare ora come un albero in cemento che non ostacola, bensì è il fulcro della casa e ne comanda lo stile. Sala e cucina non sono più due ambienti, ma un unico spazio con una penisola che funge da accoglienza ospiti. Sulla parete in fondo a questa ampia stanza vi sono due porte in legno grezzo, in stile industriale, le quali, scorrendo lungo un binario longitudinale posto sull’intera lunghezza della parete, nascondono la zona notte ed i servizi. Da un unico bagno preesistente sono stati ricavati due bagni, pensati per essere utilizzati uno da lui e l’altro da lei, secondo una curiosa cifra stilistica della progettista, la quale è solita, nei suoi lavori, progettare sempre un bagno dedicato all’uomo e un altro dedicato alla donna, e giura che tale formula sia assolutamente vincente, in quanto consente di risolvere in maniera semplice e netta ogni tipo di disguido tecnico. Il bagno più piccolo, essenziale ma curato nei dettagli, con piastrelle dallo stile vintage che si sposano al pavimento in gres effetto legno, è caratterizzato dalla ciotola del lavandino ricavata su un vecchio asse di legno verniciato; elemento che rende il tutto elegante e romantico per rispecchiare lei. L’altro bagno invece, racchiude una grande doccia rivestita da piastrelle tagliate su misura, di diverse tonalità di grigio che contrastano con le grandi piastrelle stile cemento delle restanti pareti. Curiosità della stanza è il termostato collocato in una nicchia illuminata da striscia led, come se fosse un quadro in esposizione. Quello dedicato a lui è un bagno di pochi metri quadri ma studiato nei minimi dettagli in modo da risultare comodo, nel suo quotidiano utilizzo. La prima camera da letto è situata di fronte al bagno, al suo interno vi è una parete a strisce verticali, in contrasto con le strisce orizzontali del box doccia, la quale, oltre ad essere la testata del letto, nasconde una pratica cabina armadio accessibile tramite due porte dissimulate. Una mensola sul letto si mimetizza e sostituisce i comodini, mentre due calate luminose sostituiscono le più classiche abat jour. La seconda stanza invece è pensata più come studio e zona relax, ma appare comunque pronta per essere stravolta dalla più o meno prossima presenza di un bambino che cresce. Ogni angolo della casa è progettato nei minimi dettagli, in modo da avere sempre un posto per ogni cosa ma anche ogni cosa al proprio posto. Dall’armadio su misura, strategicamente collocato all’ingresso per nascondere prontamente cappotti ed ombrelli, fino alla nicchia in fondo al corridoio, disegnata per un utilizzo come dispensa, le soluzioni pratiche dell’appartamento sono tanto comode quanto suggestive. Non occorre avere spazi enormi per creare una casa comoda, in quanto basta saper sviluppare un buon progetto, direbbe per sintetizzare questa ristrutturazione l’architetto Natalia Leone.

Testo di Giulia Gelsi
Foto di Saverio Trabace

Intervento
Ristrutturazione appartamento anni ‘60
Luogo
Modena
Progettisti
Natalia Leone
Collaboratori
Paolo Ori
Committente
Privato
Anno di redazione
2015
Anno di realizzazione
2105
Costo
Euro 70.000,00
Imprese esecutrici
EdilOtto
Imprese fornitrici
Casalgrande Padana (rivestimenti ceramici), Vetreria StilVetro (box doccia), Innovaled (illuminazione)
Dati dimensionali
80 mq