Foresta urbana

Si è spesso parlato del “Bosco Verticale” in riferimento a quelle strutture che sorgono nel quartiere Isola di Milano, due palazzi residenziali a torre, ambedue inaugurate nel 2014, ove sono presenti più di duemila essenze arboree, tra arbusti e alberi ad alto fusto, distribuite sui prospetti; in un ambizioso progetto di riforestazione metropolitana che attraverso la densificazione verticale del verde si propone di incrementare la biodiversità vegetale. Si è parlato un po’ meno, invece, del “Bosco urbano” realizzato due anni prima da Luciano Pia, progettista torinese che proprio nella sua città ha progettato una struttura con gli stessi concetti e gli stessi metodi. Un progetto che parte da uno studio concettuale e dalla risposta ad un’esigenza: il concetto base è la naturalità, l’istinto umano proteso al verde e vivere in connubio con la natura-madre, che nutre e accoglie; l’esigenza invece, è quella della committenza, che voleva valorizzare un’area degradata - parte di una ex zona industriale della città - trasformandola in un punto di contatto con la natura e la naturalità di Torino (si pensi alle colline, al fiume e al parco del Valentino, tanto per dire), in uno spazio di transizione fluido e morbido, che fosse fruibile tanto da chi lo abita quanto da chi lo vive solo dall’esterno. Il lavoro di Pia e del suo team di lavoro si è concentrato dunque a rendere l’edificato parte del verde attraverso l’innesto di alberi ad alto fusto (150 disposti nei terrazzi) e di piante nella corte interna (50): come un vero bosco, un piccolo polmone all’interno della metropoli, l’edificio produce qualcosa come 150 litri di ossigeno ogni ora. Non solo bello, moderno ed eclettico, ma anche ecologico ed ecosostenibile: sì perché, infatti, la presenza del verde negli spazi permette la riduzione delle polveri sottili, attutisce i rumori esterni isolando le unità abitative, e ricreando infine un microclima ideale seguendo i mutamenti stagionali e il bio-ritmo. Oltre all’apporto ecologico delle piante, va posta anche attenzione all’efficienza energetica che l’intervento si è posta come obiettivo, e raggiunta attraverso isolamento a cappotto, pareti ventilate, impianti di riscaldamento e raffrescamento tramite acqua di falda con pompa di calore, recupero delle acque piovane (che vengono per altro immagazzinate e utilizzate anche per l’irrigazione) e da ultimo protezione dall’irraggiamento solare diretto. È il caso di spendere due parole in più per quest’ultima soluzione, in quanto il progettista ha saputo combinare - in questo frangente - attenzione all’ambiente e design: listelli di legno massello a pavimentare i terrazzi, i quali filtrano la luce del sole nei mesi estivi e la lasciano penetrare nei mesi invernali; scandole di larice a rivestimento delle facciate, creando una sinuosità inaspettata e forme irregolari, dalle curve dolci e piacevoli; il tutto sostenuto da strutture metalliche alberiformi che - proprio come arbusti - nascono dal terreno e crescono fino al tetto, reggendo i terrazzi e intrecciandosi con la vegetazione. Un complesso residenziale che racchiude in sé la bellezza di 63 unità, ognuna con una propria identità e ognuna con due spazi esterni, parte del grande disegno irregolare creato dal progetto e dalle piante che vi si innestano. Quello di Luciano Pia è un più di un progetto architettonico: è un modo di abitare che rispetta l’uomo e la natura, facendo vivere l’uno in armonia con l’altra.

Testo di Maria Chiara Fraschetta
Foto di Beppe Giardino

Intervento
Nuova costruzione
Luogo
Torino
Progettisti
Luciano Pia
Committente
Gruppo Corazza, De-Ga Spa, Maina Costruzioni
Anno di redazione
2007
Anno di realizzazione
2012
Costo
Euro 21.000.000,00
Imprese esecutrici
De-Ga Spa
Dati dimensionali
7.500 mq