Elegia della luce

Non c’è niente di peggio del non trovarsi a proprio agio nella propria dimora: è questo, ciò che deve aver provato per dieci anni, una giovane coppia costretta da una distribuzione spaziale poco confortevole ed esteticamente inappagante. Per risolvere i loro problemi abitativi e rinnovare il proprio interno, hanno deciso di rivolgersi al progettista Nicola Devito, a Francesco Gagliardi e al team di lavoro del Laboratorio di Architettura e Design: chi legge da tempo le pagine di questa rivista, conosce bene l’attenzione che Devito e Gagliardi pongono, ancor prima che alla progettazione, all’impatto che questa crea in coloro che quel progetto lo vivranno, giorno dopo giorno. Da qui sono partiti i progettisti, dal capire quali fossero i desideri ed i canoni estetici di questa giovane ed espansiva committenza: prima di tutto, una nuova distribuzione interna che sopperisse alla precedente trama spaziale; e poi conservare, in parte, la pavimentazione in Doussiè. Quest’ultima richiesta mostra le qualità progettuali dello studio: Devito, ove necessario, ha integrato il parquet con dell’altro legno dello stesso tipo oppure lo ha mescolato - come un alchimista - ad altri materiali, come una pavimentazione in resina, in cucina e nel bagno. Questo espediente ha vivacizzato gli ambienti e ha portato un dolce contrasto cromatico tra i materiali, risolvendo inoltre la problematica di una disposizione particolare del parquet, in uso negli anni ’80. Ecco che lo spazio si apre, portando luce a questo interno di circa 120 mq, anche grazie all’inserimento di elementi utili e al contempo esteticamente ammirevoli. Un esempio? Le grandi porte celario scorrevoli e le mobiliature progettate su misura, che scandiscono delicatamente gli spazi di salotto, cucina e zona notte, creando anche un effetto decorativo rimarchevole, essendo realizzate in essenza di wengé. La luce incontra la tenebra, ed insieme danzano in una piacevole armonia. Devito ha messo mano al design di tutti i restanti mobili dell’appartamento che, come si può vedere, sono stati verniciati con una laccatura di cromia English Sparkling, richiamandosi ai colori di pareti (rivestite in tessuto tecnico) per ampliare la luminosità che pervade questi spazi. Ora, arrivati a questo punto, non si può fare a meno di cogliere gli omaggi a Giò Ponti, che Devito ha disseminato in questo progetto: “Tutto al mondo deve essere coloratissimo” diceva il maestro, e il progettista ha voluto esprimere il concetto - dopo averlo trasmesso anche ai committenti - nei vari ambienti della casa. Allora troviamo il Blu, tanto amato da Ponti, nelle aree di soggiorno esterne, nei bagni e nei dettagli; un verde salvia s’insinua, con riflessi dorati, in alcuni tendaggi della sala da pranzo e pareti, virando su un verde muschio, nei mobili in cucina, attraverso il vetro satinato. E infine, un lieve indaco lambisce le pareti che sono da sfondo ai letti, nella zona notte. Un’unione di colori che trova la sua realizzazione nella luce; perché, che cos’è la luce, se non un’elegia di tutti i colori?

Testo di Massimiliano Gattoni
Foto di Vito Corvasce

Intervento
“Elegia della luce”. Tutto al mondo deve essere coloratissimo
Luogo
Bari
Progettisti
Laboratorio di Architettura & Design Nico Devito, Francesco Gagliardi
Committente
Silvia Chiappinelli
Anno di redazione
2017
Anno di realizzazione
2018
Imprese esecutrici
AR Costruzioni di Angelo Riviello
Imprese fornitrici
Barili Srl
Dati dimensionali
120 mq