Maestosità diafana

La magnifica villa di cui vedremo alcuni scatti in queste pagine, può essere pienamente considerata un esempio di come trovare armonia architettonica, costruendo nuovi edifici in un contesto già fortemente urbanizzato. Il laboratorio di progettazione “La Bottega sul Ponte”, sapientemente organizzato da una progettista eclettica ed elegante quale Teresa Costantini, mira a creare armonia con il contesto in cui l’edificio si inserisce. Come si può notare, la progettista che ha seguito i lavori, Maddalena Lazzaro, ha proposto un concetto fatto di forme semplici e volumi forti, che non vanno mai sopra le righe. Eleganza nella purezza, sogliono dire i giapponesi. Un concetto che in queste linee pure e in queste geometrie di un’eleganza sorprendente, si riconoscono in maniera cristallina. Proprio quest’armonia di linee e colori sobri, ha fatto sì che la villa si inserisse in un contesto già cristallizzato, come il tessuto urbano di Adelfia: una dimora dal gusto moderno dove, per richiesta del committente, il piano abitativo è stato disposto su un unico livello. Questa particolarità ha, di conseguenza, impostato gli spazi dedicati alla vita e al riposo, unicamente al piano rialzato, lasciando al piano interrato il compito di ospitare garage e vano deposito ed al primo piano, quello di ospitare gli impianti. Grandi volumi puri si incastrano tra loro e vengono scanditi dai colori e dalla luminosità. Il bianco domina il progetto nelle pareti esterne, come negli ambienti interni: le geometrie delle aperture, si richiamano tra loro nelle diafane facciate, nei vuoti e negli stacchi netti per poi sublimare nella grande pensilina d’ingresso, rivestita interamente in lastre di gres effetto corten, e creando un dinamismo cromatico che sfuma nuovamente nel bianco di setti murari in lapitec bianchi di diverse larghezze, i quali si avvicendano in un passo ritmico che rimanda ai volumi retrostanti. Ad avvolgere e proteggere è poi un muro in pietra, che recinta con eleganza la villa richiamandosi al contempo allo stile tipico pugliese. Entrando all’interno si resta colpiti dalla materia che - preziosamente - rimanda ai colori e all’armonia dei materiali usati all’esterno: grandi lastre in kerlite effetto marmo calacatta, nella zona giorno e nel bagno padronale, illuminano i pochi, delicati, elementi che ne compongono l’arredo. Ampi volumi vengono lasciati liberi da orpelli che risulterebbero d’ostacolo alla bellezza del bianco: i mobili e le porte, realizzati su disegno, sembrano quasi nascondersi nei tenui colori e nell’impostazione a scomparsa. Dulcis in fundo, è la maestosa scala interna, collocata in posizione centrale rispetto a tutto il piano: in tal modo, non è solo il fulcro spaziale, ma anche estetico del progetto, grazie allo snodo dei volumi che si configurano a diverse altezze, protetti da teche di vetro. Un bianco razionalismo è il risultato finale di questo progetto dalle superfici maestose e dallo stile spiccatamente moderno che, tuttavia, non stona nel contesto preesistente.

Testo di Massimiliano Gattoni
Foto di Vito Corvasce