Crocevia materico

L’architetto Ivana Nardelli dello studio “Senzanumerocivico” realizza, per sé e per la sua famiglia, la progettazione di questa casa dinamica, creativa, ingegnosa e divertente. Si tratta di una residenza che nasce dall’accorpamento di due unità immobiliari site una sopra all’altra e recuperando parte del sottotetto. La palazzina è una tipica costruzione bolognese risalente agli anni ‘50, con ambienti di piccole dimensioni divisi da muri portanti. Nel riprogettare gli spazi l’architetto Nardelli ha cercato di rispettare la pianta originaria, gli interventi strutturali sono stati puntuali e limitati ad aperture di varchi in solai e murature portanti, ove ritenuti necessari per una maggiore fruibilità degli ambienti, come nel caso della realizzazione di un bagno. L’appartamento si sviluppa su tre livelli e la zona living è a cavallo tra il primo ed il secondo piano; un insieme di scorci, di angoli e di viste inconsuete per un appartamento dove l’utile e il dilettevole si incontrano amabilmente. La cameretta delle bambine, con il recupero del sottotetto, è diventato uno spazio a doppio volume sul quale si affaccia il soppalco che ospita i letti. La struttura portante di questo è composta da travi metalliche e legno edilizio, in uso per le cassaforme in calcestruzzo, connotato dal naturale colore giallo brillante, ideale per la camera delle bimbe e lasciato volutamente a vista. La protezione del soppalco, una rete a maglia metallica connubio di trasparenza visiva e maggiore sicurezza, diventa anche elemento ludico e creativo. Tra i materiali “rubati” al cantiere e sfruttati anche per l’interior design troviamo le carpenterie metalliche utilizzate per le opere strutturali e lasciate a vista, diventando parte integrante dell’arredo. L’utilizzo del ferro viene riproposto nella progettazione dei mobili e nella scelta di lampade e complementi; la stessa scrivania della zona studio è stata realizzata con lamiera nera piegata. Soluzioni progettuali diventano anche spunto per idee di design, come nel caso della libreria composta da mensole trapezoidali, che regolarizzano il passaggio poiché la parete d’appoggio è fuori squadro. La libreria è collegata ai gradini della scala, vera protagonista dell’ambiente, realizzata artigianalmente su progetto; la scala è composta dai primi quattro gradini realizzati con lamiera piegata non trattata e per la restante parte in massello di rovere. Materiali “poveri”, soluzioni di design e vintage anni ’50: ecco il terzo mood che permea Casa Gion, la scelta delle finiture e degli arredi richiamano, infatti, gli anni ‘50, periodo di costruzione dello stabile. Le piastrelle esagonali rimandano alle cementine originarie, rivisitate in chiave contemporanea. La pavimentazione in resina di colore grigio e finitura uniforme da continuità allo spazio ed esalta il disegno delle piastrelle e degli arredi vintage. Una casa piena di stile sospesa tra cielo e terra nel quartiere della Scandellara, dove la campagna si mescola alla città.

Testo di Francesca Matera
Foto di Lucio Berardinelli

Intervento
Ristrutturazione unità indipendente in palazzina d’epoca
Luogo
Bologna
Progettisti
Ivana Nardelli
Committente
Privato
Anno di redazione
2015 - 2016
Anno di realizzazione
2016
Costo
Euro 100.000,00
Dati dimensionali
120 mq