Chiunque abbia familiarità con le riviste che pubblicano progetti d'architettura, vede replicarsi sovente i medesimi luoghi e progettisti. Una grande limitazione per un territorio, come quello italiano, che conserva fortunatamente ancora un variegato panorama di contesti culturali, capaci di dare origine a realizzazioni che accolgono gli accenti e lo spirito dei luoghi. Progetti è nato con una missione precisa: osservare e documentare la cultura progettuale che si sviluppa in architettura e nel design nei vari territori della penisola. Per dare voce e visibilità anche a quella parte della scena architettonica contemporanea destinata, soprattutto per la sua collocazione territoriale, a restare in ombra. Ad esaminarla con curiosità, la realtà italiana è infinitamente sfaccettata e per questo interessante e vivace: Progetti offre un inedito itinerario di visita alle province dell'inventività.

 


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Geometrie introspettive

In uno dei tredici comuni che appartengono al Parco Nazionale dell’Alta Murgia pugliese, si trova Menoventi, una realtà aziendale dinamica che opera e distribuisce nel ramo dei prodotti sottozero.

Il progetto di ristrutturazione dell’Architetto Michelangelo Olivieri, ha trasformato un grande fabbricato industriale in un luogo in grado di accogliere al suo interno più funzioni, dallo stoccaggio delle merci all’interno di grandi celle frigorifere ad una zona amministrativa che diviene l’immagine stessa dell’azienda. A ispirare l’architetto nella progettazione degli interventi, è stata l’idea di restituire l'aspetto di un grande blocco di ghiaccio. Queste primitive istanze sono state declinate progettualmente in due volumi, uno più piccolo contenuto in uno più grande per dare vita ad una compenetrazione spaziale pronta ad accogliere le diverse funzioni in maniera efficace ed accattivante al tempo stesso. Il fabbricato originario è rimasto pressoché inalterato. Si è intervenuti con una struttura autoportante in acciaio, che è stata collocata nell’area di una nascente struttura di servizi. Al livello 0 si accede direttamente dal piazzale esterno attraverso un ingresso che funge da front office e da luogo di relazione tra gli spazi. Sullo stesso livello si trovano anche i servizi igienici e gli spogliatoi per il personale. Un pavimento in resina si contrappone alle pareti bianche ed ai rivestimenti in teak di boiserie e alle porte di servizio. La scala a sbalzo, che delimita la facciata continua in vetro e mette in relazione i due livelli della struttura, è realizzata in lamiera presso-piegata successivamente rivestita il legno e accompagnata da una ringhiera in metallo verniciato. Al livello 1 il tappeto in rovere della scala si estende su tutta la superficie, su cui si innalzano pareti in cartongesso dalle superfici altamente riflettenti lavorate con smalto ad acqua. Le partizioni a secco dividono i due uffici principali dalla sala riunioni. Le pareti sono trasparenti così come le porte in vetro. Lo sguardo è libero di spaziare tra interni ed esterni. Una scatola nella scatola che enfatizza il grande spazio interno e controlla la luce naturale. Il sistema illuminotecnico è di forte impatto visivo, ma con minimo dispendio energetico grazie all’utilizzo della tecnologia a led. Il controllo della forma è il principio fondante nell'utilizzo degli spazi interstiziali che vengono interamente progettati con arredi su misura: nicchie, rientranze e spazi di attesa divengono contenitori, librerie e luoghi di accoglienza. Una dedizione sartoriale viene posta nella progettazione delle strutture a secco, delle parti in metallo passando attraverso il disegno dei corpi illuminanti realizzati in opera e dell’arredo fatto a mano. A enfatizzare la semplicità e la leggerezza è l’uso del colore bianco, di materiali come l’acciaio e il vetro, abbinati a pregiate essenze di rovere e teak. Una concezione moderna di un’azienda progettata per ottenere una completa osmosi tra flussi produttivi e luoghi deputati all’organizzazione interna attraverso un layout fortemente impattante.

Gilian Morelli


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Michelangelo Olivieri
m12 Architettura Design

Negli anni di formazione accademica, l’Istituto Statale d’Arte di Corato (Bari) ha giocato un ruolo determinante per la crescita e lo sviluppo della passione per il dettaglio (avendo frequentato il corso di oreficeria-metalli) e per il disegno e la progettazione.
Lo IUAV di Venezia ha poi offerto la straordinaria possibilità di imparare da grandi docenti come Franco Purini e Sergio Polano e di ascoltare le parole magistrali di Maestri quali Achille Castiglioni, Ettore Sottsass, Philip Johnson, Clorindo Testa e molti ancora.
La prima collaborazione con lo studio Zerouno Retail Design dell’architetto Giuseppe Cascino, ha permesso di apprendere le procedure operative per approcciare e confrontarsi dinamicamente nel mondo del Retail Design, realizzando Concepts e progettando negozi in tre continenti.
La preziosa collaborazione con Gatti Arredamenti di Treviso, ha permesso di conoscere non solo i grandi marchi e le aziende leader del settore arredamento, ma anche imparare, sul campo, i piccoli accorgimenti da considerare in fase di progettazione e allestimento dello spazio abitativo.
I concorsi internazionali realizzati insieme a prestigiosi studi come Studio Glass di Venezia ma anche a fianco di meravigliosi colleghi come Michael Klopfer, Alberto de Simone, Stefano Granata e Sergio Fanelli, hanno permesso di alimentare costantemente la passione per la ricerca.
Infine, la collaborazione tuttora in corso con lo studio Antonello Associati di Jesolo, ha permesso di sviscerare attraverso una lunga serie di progetti, i più disparati temi dell’architettura: dalle residenze unifamiliari, agli edifici residenziali; dagli spazi commerciali e per uffici, ai villaggi destinati alle residenze turistiche. Tutto questo in una realtà unica ed estremamente dinamica come quella di Jesolo Lido dove, dal Master Plan redatto da Kenzo Tange sino ai recentissimi interventi di Carlos Ferrater, Richard Meier, Aurelio Galfetti, Goncalo Byrne, Aires Mateus e Zaha Hadid, è possibile ammirare uno dei pochi scenari internazionali con una concentrazione ineguagliabile di progetti di elevato spessore.