Rinascita contemporanea

Il lavoro di un progettista è fatto di idee e di spunti; spunti che spesso vengono anche dal luogo in cui deve sorgere il prossimo lavoro. A questo proposito, Urbino, ha tantissimi spunti progettuali che Alice Gardini e Nicola Gibertini - fondatori dello studio GGA - hanno saputo fare loro, senza che la propria identità stilistica ne venisse stravolta. Quando hanno cominciato al lavorare sul progetto “AP House” infatti, si sono trovati a dialogare con il rinascimento di Francesco di Giorgio Martini e Giovanni Laurana, gli scenografi del ducato urbinate; e la modernità materica e a volte brutale di Giancarlo De Carlo, l’architetto genovese che assieme a Carlo Bo - negli anni ’50 del novecento - ha modificato il volto della città universitaria. Il borgo in cui si innesta l’intervento gode di una posizione di pregio: è infatti collocato sulla sommità di una delle colline più alte del Montefeltro, sviluppandosi su un’antica volumetria risalente all’età comunale. Da qui parte il lavoro dello studio, che crea una voluminosa piattaforma di cemento rosso su cui far sorgere le strutture che vanno a comporre l’unità abitativa: è un dialogo tra nuovo e antico, innovazione materica e tradizione, quest’ultima rispettata nei temi formali dell’architettura marchigiana nel trattamento dei materiali, nel disegno della pianta e nell’arredo, dove il luogo non viene stravolto dall’intervento umano, ma anzi diventa protagonista. Il lavoro è stato prima di tutto concettuale, concentrandosi sulla luminosità che penetra grazie a spazi ben congeniati nella struttura perimetrale in cemento armato trattata faccia a vista (escamotage, questo che permette di avere libertà di movimento all’interno, lasciando al minimo gli elementi portanti). Altro punto fondamentale del lavoro di progettazione è lo studio dell’approvvigionamento energetico: un sistema fotovoltaico integrato e nascosto nel giardino, ripartisce energia elettrica in tutta l’abitazione, in pieno rispetto dell’ecologia e della sostenibilità. Prendendo in considerazione il progetto in sé, un elemento che si coglie dal primo momento è la mancanza di orpelli: la semplicità e la purezza delle forme, in un guscio lapideo privo di superfetazioni (come gronde o pluviali). Entrando nel giardino della proprietà si capisce subito come si sia voluto rispettare il paesaggio e la sua bellezza: i mezzi di trasporto hanno un ingresso al piano interrato (ove è posto il grande garage), evitando così la presenza di elementi alieni che disturberebbero la fruizione delle aree verdi. L’abitazione in sé, si sviluppa su tre livelli: innanzitutto il piano interrato che ospita sia gli ambienti dedicati agli impianti sia aree dedicate al tempo libero, con una sala cinema, una galleria espositiva (che connette villa e dépendance), palestra e spa; poi un piano terra, che si compone di ampio soggiorno, sala da pranzo, cucina e studio. È qui che più si percepisce il rapporto con De Carlo: il cemento a vista e il pavimento in cemento rosso dominano la scena, in dialogo con il verde circostante, che si intravede dalle finestre a tutt’altezza. Gli arredi sono inoltre un altro punto interessante: sono parte del progetto poiché lo studio ha curato il loro design e la loro realizzazione, capendo anche quali materiali si sarebbero legati meglio a quelli della struttura, come il legno di noce naturale, il quale non solo nobilita gli ambienti ma crea un elegante copertura per le componenti tecnologiche e impiantistiche. Il primo piano infine, è dedicato alla zona notte, comprendendo due camere padronali e relativi bagni, collegate da un ampio ballatoio. Tornando all’esterno della residenza, si hanno due strutture: una dépendance - memoria del fienile - ed un edificio di servizio, con funzione sia di deposito che di barbecue, posto sulla sommità di una collinetta artificiale. Assieme alla piscina a sfioro con vista panoramica, questa parte si dispone in geometrie non lineari dove a farla da padrona sono il corten, il verde e il legno (che avvolge la dépendance), creando un legame eterogeneo e ciononostante armonico. Il borgo si trasforma quindi assumendo una nuova identità, moderna e libera (negli spazi e nello stile) che - memore del suo passato - rende omaggio alle colline marchigiane e alla ruralità.

Testo di Jacopo Bianchini
Foto di Ezio Manciucca

Intervento
AP House Urbino
Luogo
Urbino (PU)
Progettisti
GGA gardini gibertini architetti - Alice Gardini, Nicola Gibertini
Collaboratori
Andrea Bit, Carlotta Micheli
Committente
Privato
Anno di redazione
2014
Anno di realizzazione
2017
Imprese esecutrici
B.B.F. Costruzioni
Imprese fornitrici
Giusto Gostoli Srl, Regini Termoidraulica, Iet impianti, Face Serramenti, Ondablu Piscine, Tecnoconcrete, Riva 1930, Viabizzuno, Agape
Dati dimensionali
1.080 mq