Utile e dilettevole

Come realizzare una casa/studio o, per meglio dire, uno studio/casa, senza snaturare nessuno dei due? È la domanda da cui è partito l’architetto Franz Moscati nel pianificare una delle sue ultime realizzazioni romane. Ragionando in maniera aperta e trasversale sull’idea di casa/ufficio, il team progettuale si è lasciato ispirare dallo studio in cui si riunisce: un salotto anni ‘70 con divani, tv, tavolo da disegno e quattro postazioni computer dove i clienti vengono accolti ed ospitati sui divani, mettendoli a loro agio come se si trovassero a casa propria, pur trovandosi invece in un luogo dove si parla di lavoro. Tenendo tale disposizione in mente, la riflessione si è poi spostata su cosa dovesse provocare un ufficio-studio, non solo in chi vi lavora all’interno, bensì anche su chi vi arriva dall’esterno. Si è tratteggiata la soluzione di un’architettura intesa come strumento di comunicazione ed evocazione. L’attenzione progettuale è quindi stata indirizzata verso l’idea di realizzare un luogo tecnologico, adatto a soddisfare le esigenze lavorative ma anche ad accogliere ed esprimere salubrità. Per raggiungere tale ambizioso risultato ogni scelta materica, formale, di luce, cromatica e di arredo, scaturisce naturalmente da un preciso tentativo di reinterpretare l’ambiente di lavoro. I progettisti hanno scelto di utilizzare esclusivamente materiali naturali quali pietre, legno, metallo e vetro anche con l’obiettivo dichiarato di combattere una delle prime e principali cause dell’inquinamento indoor - le vernici - per sopperire ad esse, si sono usati intonaci e pitture naturali, realizzati con terre coloranti. Non è possibile non notare, all’interno dell’appartamento-ufficio, la parete a cristalli liquidi che mette in comunicazione - o separa - ingresso e sala riunioni. Il monitor della stanza dedicata ai meeting è in rete con le postazioni di lavoro, in modo da poter condividere con i clienti progetti anche in maniera contestuale. L’illuminazione ha possibilità di regolazione (funzione varialuce). Molti degli arredi utilizzati sono stati disegnati su misura e, per dar modo ai committenti di goderne al meglio, è stato necessario definire fin dalle fasi iniziali le customizzazioni dei vari elementi. Le soluzioni illuminotecniche sono state pianificate già nella fase preliminare del planning progettuale, perché riuscissero ad interagire al meglio con ogni altro aspetto architettonico. Si scorge un’apprezzabile dialettica tra cromie e materiali, come se fossero due sezioni della stessa orchestra, le quali dialogano e si completano a vicenda. La tinta delle pareti non è sempre omogenea a causa dell’applicazione meccanica delle tinte naturali e i colori rimandano ai materiali utilizzati; si sono usate colorazioni marrone arancio, bianco perla e grigio seta. I pavimenti sono in pietra e parquet: travertino ed ardesia tagliata a spacco per quelli in pietra e quercia bruciata per quelli rivestiti in parquet. I soffitti in voltine di mattoni pieni in foglio e travetti in metallo sono originali (risalgono all’inizio del ‘900); davvero suggestiva appare la caratteristica venatura che attraversa tutta la parete, ricomposta in mosaico di travertino e alabastrino tagliato. Sia le lampade a soffitto che quelle da parete sono, come gran parte degli altri arredi, realizzate su disegno, in quelle appese ai muri spicca il materiale: metallo acidato e ossidato. L’eleganza di uno studio e la comodità di una dimora, sono ora compresenti.

Testo di Giulia Gelsi
Foto di Nico Marziali

Intervento
Eco - Interior Design
Luogo
Roma
Progettisti
Franz Moscati
Collaboratori
Tiziana Becciu, Claudia Pirozzi
Committente
Privato
Anno di redazione
2010
Anno di realizzazione
2014
Imprese esecutrici
Marcantonio Spa
Imprese fornitrici
Obor Illuminazione, Flamant, il Paralume, Spring Color, Pizzuti Marmi, Flaminia
Dati dimensionali
240 mq
Caratteristiche tecniche particolari
Sono stati utilizzati esclusivamente materiali naturali (vetro, pietra, legno), pitture con terre coloranti naturali ed illuminazione a led