Costruire temporaneo

Qualche volta, il famoso detto “in Italia non esiste nulla di più definitivo del temporaneo” non è sempre indice di situazioni solamente negative. Al contrario, nel caso dell’ambulatorio polivalente nel villaggio M.A.P. di San Gregorio (L’Aquila), ci si augura che la struttura continui a funzionare ancora a lungo. Osservando oggi, a ben tre anni di distanza, i territori colpiti dalla scossa del 6 aprile 2009, si percepisce chiaramente come, benché il terremoto sia stato la causa degli ingenti danni materiali, sia oggi la lenta e difficile ricostruzione il principale fautore delle profonde trasformazioni urbane e sociali di questi luoghi. Se tali fenomeni si analizzano a partire dai piccoli borghi storici che caratterizzano il territorio aquilano (come nel celeberrimo caso di Onna), il bilancio non risulta poi totalmente negativo, in quanto la pianificazione urbanistica “temporanea” di tali centri ha spesso voluto l’inserimento di strutture di pubblica utilità che prima risultavano del tutto assenti. Proprio in questo caso è quindi evidente come, benché le costruzioni possano non essere destinate a durare, è difficile pensare che il riassetto “definitivo” e “stabile” di questi nuclei completamente distrutti dal terremoto, non sarà effettivamente guidato anche (o soprattutto?) dalle parti che, seppur temporanee, sono anche quelle vive.Nel progetto dello studio &architetti, a fare la differenza è l’atteggiamento: realizzare un edificio che in un certo senso presenta una “scadenza” prematura (più o meno definitiva e che molto spesso nel nostro paese non fa altro che essere posticipata), non vuol dire essere avulsi dallo spazio in cui si agisce, per cui l’edificio è innanzitutto pensato in forte relazione al contesto di riferimento. L’intero complesso dei M.A.P. (Moduli Abitativi Provvisori) della frazione di San Gregorio si inserisce infatti nel territorio con la volontà di mantenere, anche visivamente, un forte legame simbolico con il vecchio borgo distrutto, posizionandosi proprio alle sue spalle e cercando di reinterpretarne i caratteri tipologici identitari in chiave contemporanea. Tuttavia, oltre alle molte residenze, proprio a partire dall’Ambulatorio polivalente “I tre angeli per la vita” (donato dalla C.R.I. alla comunità di San Gregorio), si è cercato di dotare la popolazione anche di alcune strutture di pubblica utilità che risultavano inaccessibili. La nuova struttura, perpendicolare all’andamento dei MAP è in una posizione di ideale punto di congiunzione tra il nuovo villaggio e il vecchio centro, si inserisce nel territorio con un’immagine che cerca di metabolizzarne i caratteri paesaggistici, senza tuttavia rinunciare alla sua riconoscibilità. L’edificio reinterpreta giocosamente la tipologia della “casa a capanna” (tipica delle strutture in legno) generando forme dinamiche che dialogano con i profili delle montagne circostanti. A partire da una costruzione a falda semplice, sono le variabili (di contesto e funzionali) a plasmarne l’immagine finale che, attraverso sottrazioni e inclinazioni diverse, è risolta in un volume che si muove con l’osservatore mentre questo si sposta al suo interno. La sottrazione del volume sul lato lungo, segna quindi l’ingresso alla struttura, che si divide così in due ali: la prima dedicata al reparto pediatrico con il giardino dei giochi, e l’altra dedicata alle visite mediche generiche ed all’ambulatorio di fisioterapia. Mentre in pianta si gioca quindi sulle sottrazioni, in alzato, il rivestimento continuo in legno rosso (il cui colore richiama chiaramente alla sua funzione evocando l’istituzione della Croce Rossa Italiana) è movimentato dal disegno delle aperture e dei relativi sistemi di oscuramento: dove infatti l’involucro si interrompe per far entrare la luce, gli scuri scorrevoli dello stesso materiale cercano di ricostituirne la continuità, oppure l’alternanza di doghe di diversa lunghezza diventa un semplice mezzo per creare un frangisole (sia fisso che mobile, a seconda dei casi). Altri elementi, come le canaline di alloggiamento dei cavi, sono infine usate come cornici di finitura del rivestimento delle pareti. Nell’ottica infine della “costruzione temporanea”, poiché la “sostenibilità economica ed ambientale” dell’edificio diventa fattore prioritario di progetto, il contenimento dei costi di costruzione è ottenuto sia attraverso la scelta di sistemi costruttivi prefabbricati e di montaggio a secco, sia nella scelta di materiali completamente riciclabili o di riciclo. Tuttavia, la scelta definitiva del sistema costruttivo a pannelli prefabbricati (formati da uno strato isolante incollato su OSB) e avvitati direttamente alla struttura, così come i materiali di finitura, presentano anche altri vantaggi non meno importanti come l’ottimizzazione della risposta sismica, la praticità e (non ultima) la velocità di realizzazione.

Testo di Monica Prencipe
Foto di Emidio Paoletti

Intervento
Ambulatorio polivalente “I tre angeli per la vita”
Luogo
San Gregorio (AQ)
Progettisti
Emanuele Luciani, Giovanna Di Virgilio
Committente
Croce Rossa Italiana - Comitato Regionale Abruzzo
Anno di redazione
2009 - 2010
Anno di realizzazione
2010 - 2011
Costo
Euro 240.000,00
Imprese esecutrici
S.K. Snc di C. Mancini & C., EDILFAIR
Imprese fornitrici
Brixen tetti
Dati dimensionali
S.u. 180 mq, giardino interno 35 mq, volume 660 mc
Caratteristiche tecniche particolari
Struttura in pannelli prefabbricati in legno massiccio ad assi incrociati; rivestimento in materiale composito legno-plastica