Paesaggio architettura arte

Sono i passi sicuri di una committenza alla ricerca di un luogo per la vita che calpestando zolle, coltri erbose, vegetazioni, declivi e vigneti, corsi d’acqua, hanno individuato e ridestato lo spazio che oggi li accoglie. Tra le colline di Barbiano che si affacciano sulle vallate tra i castelli di Torrechiara e di Felino e aprono a sguardi su orizzonti di privilegio è la genesi della Residenza Ricò 7. L’architetto Daniele Pezzali e l’artista Fabio Iemmi hanno qui unito le loro competenze. Della preesistente casa colonica diroccata e in abbandono è stato mantenuto il fronte stradale, memoria storica e al contempo mura di contenimento dell’intervento contemporaneo. Il muro è diaframma tra il passato e il nuovo edificato che si sviluppa in piano, presidio che si espande tra alternanze di pieni e vuoti, punti di fuga e prospettive che portano alla grande piastra che si apre sulla valle, alle vetrate continue che consentono di estendere all’aperto le funzioni dell’abitare. Il progetto architettonico si percepisce come un’ala leggera posata sul prato. Poche pareti murarie, ma pareti di cristallo che si aprono sul verde e fanno entrare giardino e bosco nella residenza, smaterializzando i volumi e definendo i contorni con trasparente leggerezza. Materiali e colori che sono legati agli elementi naturali come gli intonaci di argilla, le calci, le pietre, i legni, i metalli. Daniele Pezzali spiega che il progetto rifiuta lo sviluppo in verticale e persegue invece il diradarsi sul piano orizzontale e con esso ambisce entrare in simbiosi; ecco allora che le superfici orizzontali accolgono in sé i caratteri del paesaggio naturale sul quale si affacciano. Il prato dialoga con le pavimentazioni in cemento colorato con ossidi, il piano prolungato all’aperto e la sua copertura in aggetto si aprono sulla valle come un unico tratto orizzontale e l’abitazione con il suo profilo allungato sembra dissolversi nel paesaggio. La residenza è di per sé densa di fascino e l’intervento artistico di Fabio Iemmi ne amplifica le percezioni. La sua opera Sequenze si sviluppa su una superficie di oltre duecento metri quadrati, ispirata dal rapporto dialettico tra arte, architettura, paesaggio. Fabio Iemmi, che conosce le tecniche della tradizione pittorica su muro arricchite da personali ricerche, entra in stretto contatto con la complessa articolazione degli spazi e il suo lavoro scaturisce da un rapporto catartico con il luogo. L’asse portante dell’intervento artistico è un muro che si sviluppa su un tracciato di trentun metri per una altezza di tre che attraversa longitudinalmente la residenza. Muro carico di segni e tagli, collettore tra giorno e notte, tra spazi protetti e aperti, separati nella continuità percettiva dall’etereo diaframma del vetro. Nel suo dipanarsi l’opera Sequenze muta nei luoghi che attraversa. Parole di Fabio Iemmi. La grande opera si irradia nella percezione spaziale dell’architettura grazie ai cinabri che si accendono con le luci naturali e artificiali, ai rossi pompeiani crettati che accompagnano le sequenze degradanti dei bruni e delle ombre. Malte di calce con ossidazioni, sinopie di decorazioni memorie del tempo, ruggini, cere, conferiscono altre profondità. Su questo astratto paesaggio, al centro, un diadema prismatico fuso nel bronzo simbolo dell’australe costellazione Croce del Sud. La percezione dell’opera non si conclude in questo spazio, ma prosegue nei vari ambienti caratterizzati da toni, materie, gamme di colori e pigmenti che la rievocano. E infine l’alchemico studio connesso alle progressioni di un muro con tagli architettonici dai quali filtra luce naturale, diaframma osmotico permeato da frequenze emotive di afflati antropomorfi (Fabio Iemmi). Il muro è quinta che si affaccia sul giardino segreto, opera che guarda ai quattro elementi come riferimento del fluttuare delle cose. L’opera Sequenze evoca armonie tra ambiente naturale e ambiente progettato, un equilibrio che pare sospeso tra spazio, tempo, luce, materia. Le pareti della residenza sono affreschi ed encausti risolti pittoricamente in chiave astratta ed informale, sintesi di contemporaneità tra progetto architettonico e progetto artistico.

Testo di Egle Prati
Foto di Vito Corvasce

Intervento
Residenza unifamiliare
Luogo
Barbiano di Felino (PR)
Progettisti
Daniele Pezzali
Collaboratori
Margherita Salsi, Silvia Ziliotti
Progetto artistico
Fabio Iemmi
Collaborazione artistica
Luca Mazzieri
Progetto strutture
Vittorio Alberti
Commitente
Privato
Anno di redazione del progetto
2008 - 2009
Anno di esecuzione
2010 - 2011
Imprese e fornitori
COSTRUZIONI BARBIERI Srl, Parma (opere edili); LEONELLI ARONNE, Parma (opere in ferro e serramenti); JANSEN, Italia (sistema per serramenti); TECNOVETRO, Medesano- PR (vetri); PASSERA E GIUFFREDI, S. Polo di Torrile-PR (marmi); SCACCAGLIA FRANCO & FIGLI Snc, S. Michele Tiorre- PR (impianto elettrico domotico BTicino “My Home”); LATTONERIA GALLINA Snc, Pilastro-PR (rivestimenti zinco titanio); ARTCERAMICA Srl, Parma (pavimenti legno); DOLCI COLORI Srl, Verona (terre e pigmenti intonaco)
Dati dimensionali
Superficie fondiaria 2.800 mq, superficie coperta 540 mq, superficie residenza 380 mq