Creatività vincolata

Lo studio dell’architetto Claudio Pratesi ha recentemente affrontato la realizzazione di un villino in località Santa Severa, lungo la via Aurelia nei pressi di Roma. La collocazione non era ottimale, in quanto il lotto si trovava tra due muri di confine piuttosto alti, impedendo prese d’aria - e di luce - per due dei quattro lati. Sull’area insisteva inoltre una fastidiosa costruzione in cemento armato, la cui demolizione sarebbe stata troppo costosa, per tal motivo si è scelto di conservarla, utilizzandola come ossatura del futuro villino. Le dimensioni dell’area non sono troppo vaste e anche l’ampiezza del progetto, circa 70 mq, è tutto sommato contenuta, per cui è stato, fin dalle prime fasi dell’iter progettuale, necessario se non indispensabile fare in modo che gli spazi esterni partecipassero fortemente, da protagonisti, alla vita della casa stessa, diventando parte integrante della sua esistenza esattamente come lo sono gli spazi e gli arredi interni. Per sopperire al già nominato problema dell’illuminazione, ed evitare che il villino risultasse troppo buio, si è pensato di concentrare e raccogliere i raggi del sole dall’alto, catalizzandoli in una piccola chiostrina situata tra le camere ed il bagno, con funzione di presa di luce e, al contempo, di aria. Accanto ad essa, su tutto il tetto, sono state sistemate ampie prese di luce per il soggiorno e per la cucina, che prende dunque luce e colore dall’alto, evidenziando una ponderata scelta stilistica del progettista, il quale ha voluto così quasi incorniciare il cuore caldo della dimora. La cucina rappresenta infatti, nell’immaginario collettivo, il nucleo principale, il cuore pulsante di ogni casa e dunque anche di questo villino, all’interno del quale è stata integrata, con evidente delicatezza, tra il soggiorno ed i divani. La soluzione scelta è stata la cucina isola del listino dell’azienda italiana Ernesto Meda. Altri significativi elementi architettonici, accuratamente scelti e pensati dal team che ha seguito e curato l’intero progetto, sono indubbiamente la figura geometrica del rettangolo orizzontale e il pattern delle righe viste come evoluzione della rappresentazione lineare rettangolare. Tutto ciò si evince, senza troppa difficoltà, nella pavimentazione rettangolare in gres porcellanato fornita dalla ditta Marazzi, così come nelle porte a specchiature rettangolari del soffitto tavolato in legno, nelle sottili inferriate esterne e nelle nicchie incastonate sul divano. Il pattern a righe, invece, trova riscontro su ogni sportellatura collocata in cucina, sulle mattonelle selezionate per il bagno e, soprattutto, sui rivestimenti esterni del villino, realizzati volutamente in pietra, sintetica ed ignifuga, fornita dall’azienda Geopietra. Tali rivestimenti hanno tutti una precisa linearità rettangolare, costante e ripetuta. Il villino non è imponente, non è amplissimo, d’altra parte però, come ama dire anche il progettista, si tratta di una piccola casa capace di pensare in grande.

Testo di Giulia Gelsi
Foto di Fulvio Fufalli

Intervento
Costruzione di un villino con parziale recupero di una precedente struttura in cemento armato
Luogo
Santa Severa (Roma)
Progettisti
Claudio Pratesi
Committente
Privato
Anno di redazione
2010
Anno di realizzazione
2010
Costo
Euro 130.000,00
Imprese esecutrici
Aurelia Immobiliare Snc
Imprese fornitrici
Marazzi, Bardelli, Geopietra, G. Lotito Elettricista, F. Sansone Impiantista
Dati dimensionali
70 mq (villino), 120 mq (giardino)