Una gita “dentro porta” al Residence Carducci

Nel cuore storico di Bologna non ci si aspetta di trovare un locus urbano di rara quiete come un terrazzo di oltre duecento metri quadrati, dietro a regolari facciate integrate nel tessuto circostante. Eppure con un’attenta ristrutturazione è stato possibile impreziosire un complesso immobiliare, già interessante per la caratteristica ampiezza, con un spazio verde di nuova identità architettonica. Il progetto dell’architetto Silvia Buscaroli si è sviluppato su un impianto di edifici che dalla poetica via Broccaindosso – dove abitò Giosuè Carducci con la sua famiglia nel tardo Ottocento – si estende fino al parallelo vicolo Borchetta, tra via San Vitale e Strada Maggiore. Acquisito il sito, si è scelto di mantenere le caratteristiche tipologiche dell’antica e vasta struttura, in dialogo con i nuovi interventi. Ne è nato un elegante residence intitolato al sommo Carducci, composto di quindici unità indipendenti con diversi tagli e metrature, assecondando così varie esigenze abitative: dal bilocale all’appartamento su più livelli, tutti caratterizzati da spazi luminosissimi e avvolgenti, con affacci interni e scorci sul panorama bolognese. La volontà che si è scelto di perseguire era rispettare gli elementi rappresentativi del complesso, quali cortili e terrazzi tipici di questo centro città, nonché di uniformare le facciate alle adiacenze, ricavando però uno spazio comune inconsueto: il grande terrazzo di duecentotrenta metri quadrati contraddistingue il progetto; copre un’estesa superficie a disposizione di tutti gli ospiti del residence, servendo privatamente diversi appartamenti. Al di sotto, per oltre cinquecento metri quadrati, si estende invece un garage con un ingresso pedonale collegato direttamente allo stabile e uno carrabile su vicolo Borchetta. Il complesso si connota per il garbo nella distribuzione degli elementi e per l’inaspettato comfort degli spazi aperti, considerando la collocazione a breve distanza dai viali trafficati fuori porta. Si apre come uno scrigno quasi nascosto. Due ascensori portano ai vari livelli dello stabile, e da uno dei due con le pareti in vetro, si gode di una visione d’insieme sulla struttura. La stessa cura filologica dell’intervento all’esterno, è corrisposta negli interni, dove le preesistenze sono state visibilmente integrate a soluzioni innovative, scelte con criteri di funzionalità; il progetto ha previsto però che i nuovi elementi strutturali fossero lasciati a vista, ben in evidenza quanto quelli decorativi. Di tutti e quindici gli appartamenti inoltre sono stati curati attentamente gli arredi, con proposte di pregevole raffinatezza, di modo da rendere ogni unità, accogliente come un’abitazione e allo stesso tempo funzionale come necessita un residence. Cosicché affreschi e camini d’epoca si affiancano a proposte dal design contemporaneo, mettendo in luce la coesistenza di due anime architettoniche di diverse epoche nello stesso angolo di città.

Testo di Rebecca Frisoli
Foto di Vito Corvasce


Intervento
Ristrutturazione edilizia
Luogo
Bologna
Progettisti
Silvia Buscaroli
Collaboratori
Andrea Ballestri, Andrea Zecchini
Anno di redazione
2006
Anno di realizzazione
2008
Imprese esecutrici
Impresa costruzioni Geom.Claudio Vella
Imprese fornitrici
Tematic Spa
Dati dimensionali
1500 mq di cui 1000 superificie abitativa, 230 mq terrazzo 500 mq garage