Costruire nel costruito

La centrale del latte di Barcellona, si trova nel quartiere Sant’Antonio e ne costituisce una presenza indiscussa da più di mezzo secolo. Operare sulla ristrutturazione di un luogo così riconosciuto all’interno di una comunità significa in qualche modo confrontarsi costantemente con un territorio che va valorizzato nelle sue potenzialità ma che, al contempo, va fortemente rispettato per le sue peculiarità. La trasformazione dell’edificio viene a far parte di un programma di riqualificazione dell’intero quartiere di Sant’Antonio con l’intento di riconnettere parti ormai anonime dell’area e creare nuove relazioni urbane e sociali. La nuova struttura dovrà funzionare da collettore urbano in grado di riattivare i margini di un territorio in qualche modo svalorizzato inglobando in sé l’esistente e trasformandolo in importante valore aggiunto. Da qui i progettisti dello studio Bodàr avviano uno studio attento su quelle che sono le caratteristiche tipologiche strutturali, formali e funzionali della struttura distinguendo gli elementi fondanti e permanenti da quelli temporanei e frutto di sovrapposizioni casuali. L’edificio, originaria centrale del latte, viene trasformato in centro culturale e ricreativo in grado di creare nuove opportunità per gli abitanti del quartiere. Assegnare un nuovo ruolo urbano e sociale a quella che era stata la famosa centrale del latte ha inevitabilmente chiamato i progettisti a confrontarsi con il significato e il significante di un progetto che va studiato in tutte le sue possibili declinazioni, nella destinazione d’uso esistente e nella sua possibile evoluzione. Ciò che ne deve venire è un segno distintivo di innovazione grazie alla considerazione di nuovi valori urbani, estetici e spaziali che possano ben sposarsi con le forme e le funzioni della contemporaneità. Spazi flessibili consentono una fruizione variegata e quotidiana e le parti irrisolte dell’edificio preesistente si trasformano in elementi astratti dell’architettura. Il progetto ha vinto due prestigiosi premi internazionali “Abitare il mediterraneo: Architettura, strumento centrale nei processi di trasformazione urbana” e “XXI Seminario internazionale e Premio di Architettura e Cultura Urbana – Camerino 2011. Costruire nel costruito. Architettura a volume zero. Riuso degli spazi urbani residuali e delle fabbriche dismesse”.

Testo di Barbara Piccolo
Foto di Archivio Bodàr_bottega d’architettura

Intervento
Riuso ex Centrale del latte
Luogo
Barcellona Pozzo di Gotto (Me)
Progettisti
Bodàr_bottega d’architettura; Domenico Crinò, Giuseppe Grasso
Collaboratori
Trieste Russitto, Giuliana Scollo
Committente
Comune di Barcellona Pozzo di Gotto (Me)
Anno di redazione
2006 - 2009
Anno di realizzazione
2009 - 2011
Costo
Euro 1.055.000,00
Dati dimensionali
Superficie coperta 1200 mq, Superficie esterna 900 mq
Caratteristiche tecniche particolari
riqualificazione e riuso di un manufatto che riveste interesse storico e architettonico particolarmente importante al sensi degli art.i-2-3 della Legge n°1089 del 14-6-1939 e dell’art.2 della LR. N°80 del 01-08-1977
Segnalazioni
1° classificato Premio Internazionale di realizzazioni architettoniche Abitare il Mediterraneo: “Architettura, strumento centrale nei processi di trasformazione urbana”. Progetto Vincitore Primo Premio (Ex –aequo) XXI Seminario internazionale e Premio di Architettura e Cultura Urbana – Camerino 2011: “COSTRUIRE NEL COSTRUITO. Architettura a volume zero, Riuso degli spazi urbani residuali e delle fabbriche dismesse”