Volumetrie architettoniche che trasmutano la materia

Lungo una strada alberata all’interno della città, sorge l’edificio progettato da Giorgio Palù e Michele Bianchi dello studio Arkpabi. Specchiature raffinate su strada, e sopra la residenza d’artista, concatenano in un unico complesso due distinte forme d’abitare. Proprio per questo l’architettura è poliedrica ed espone sul fronte volumi aggettanti spezzati da pareti a vetrate, utilizzando colori primari nel rivestimento e volumi trasparenti che si smaterializzano rimarcando la volontà di interrompere la materia fortemente disegnata. Le contrapposizioni e i contrasti definiti dal progetto, esprimono l’apporto sperimentale che l’architettura vuole comunicare. I volumi dalle forme geometriche regolari ed ortogonali, sono collegati in una combinazione dirompente. I fronti esprimono l’esigenza di offrire variazioni luminose e percettive e inventano per il rivestimento di facciata in alluminio preverniciato, una caratteristica di liquidità, stendendo una colatura di poliuretano trasparente, in modo che i colori mutino al variare della luce e la presenza dei leggeri ed irregolari rilievi, renda indistinta la materia stessa del rivestimento. La geometria dei volumi si segmenta. Sul fronte il livello superiore si suddivide in due attici opposti, liberi su tutti i lati. Al sottile volume blu si contrappone un cubo in rosso, su cui si innesta un parallelepipedo rivestito in Rheinzink antracite, sospeso. I volumi ortogonali al corpo principale sul fronte strada, innalzati su esili pilotis in acciaio, disarticolano l’edificio in una complessa dinamica, che rimane tuttavia all’interno di una geometria dichiarata e ancora leggibile, che si corona attraverso le coperture piane a giardino, ad offrire spettacolari visuali verso l’antico tessuto monumentale della città. Smaterializzare e rendere essenziale, anche negli interni, soprattutto nella villa sospesa. La logica è quella di introdurre una ambivalenza delle geometrie e delle trasparenze, incrociando le scansioni orizzontali e le aspirazioni verticali, le cesure nei fronti e le fughe verso l’alto negli interni. Il lungo tunnel blu vetrato, che attraversa il corpo dell’edificio e aggetta sul fronte, è una misura di tale ambivalenza, nello stesso tempo è interno ed esterno, trasparente e protettivo, è un confine e una fuga. Al livello superiore l’atmosfera si trasforma, seguendo la materia, che si contrappone al rigore della forma dell’ambiente: intonaco bianco, pavimento in legno di rovere, grigio vulcanizzato, una parete rivestita in cuoio nero con una tessitura raffinata che cela le porte degli ambienti retrostanti, contrasti ricondotti ad unità. Abbondano i percorsi emozionali. L’ascensore con cabina trasparente, accompagna il movimento con pareti arricchite da una performance artistica, in cui si passano in rassegna accelerata immagini della città. La scala vetrata riconduce al tetto-giardino, attraverso un lucernario. Il contatto con il cielo è continuo ed immediato.

Testo di Claudia Galanti
Foto di Roland Halbe

Intervento
Demolizione esistente e nuova costruzione di una palazzina
Luogo
Cremona
Progettisti
Arkpabi Giorgio Palù, Michele Bianchi
Collaboratori
Nicola Bignardi, Cesare Cervi, Sara Bodini, Martina Varoli, Davide Andrea Nolli, Marcello Cesini, Alessandra Dall’Ara, Nicole Farina
Committente
I Tulipani Soc. Coop. arl
Anno di redazione
2006
Anno di realizzazione
2009