Bianca apparenza di libertà

Nel quartiere Saragozza, in via Brizio 17/4, sorge la residenza progettata dall’architetto Andrea Trebbi. L’idea nasce dalla volontà di dare nuova vita ad un precedente edificio artigianale ormai inattivo. La vista desolante fa sì che l’architetto inizi a definire l’idea progettuale prima ancora di conoscere i propositi dei proprietari di quell’edificio abbandonato. Fin dalle prime bozze inizia a figurarsi un progetto altamente stimolante, nonostante la disponibilità di una superficie fondiaria di limitatissime dimensioni. La prossimità al centro storico e la collocazione a giardino appropriatamente stabilita dal Piano Strutturale Comunale, pretendono e stimolano la ricerca di elevati standard qualitativi. Un primo disegno sintetico si fa dunque portatore di tematiche differenti, in relazione alla consolidata tipologia edilizia circostante, più che all’edificio artigianale preesistente. Si prevede inizialmente un assetto volumetrico avvolto da un rivestimento ventilato in lastre di materiale lapideo, ma l’elevato ammontare del prezzo di vendita dell’edificio comporta un cambiamento del progetto, per far fronte all’esigenza di ridurre i costi: il progetto definitivo comprende dunque un involucro pressoché corrispondente al disegno originario, la cui apparenza però riporta all’espressione intonacata e al bianco. Esso è infatti il colore dominante dell’intera realizzazione, andando a caratterizzare i componenti, la quinta di recinzione, i serramenti in alluminio e in acciaio e la rasatura, indipendentemente dall’opzione con fughe orizzontali a campo compatto delle superfici interne ed esterne. Dal punto di vista planivolumetrico il nuovo organismo rispetta le distanze dagli edifici attigui e i confini di proprietà definiti dalla normativa, esprimendo così la propria sostenibilità urbanistica. Ciò non accade però nel lato che si affaccia su via Brizio, in cui la volontà di allinearsi ai fronti preesistenti adiacenti ha reso necessaria la deroga alle distanze dai confini di proprietà da parte delle istituzioni. Ne risulta dunque un assetto molto meno libero di quanto possa sembrare a prima vista, che mostra la volontà di ripensare con sagome differenti i volumi esistenti. L’edificio include tre unità immobiliari, eventualmente modificabili senza contraddire la forma della “scatola”. Dal punto di vista energetico l’obiettivo è quello di esonerare la residenza dall’utilizzo del gas metano. Essa è dotata di pannelli solari installati sul piano orizzontale più alto, mentre non è previsto l’impianto fotovoltaico perché non richiesto dalla normativa in relazione alla dimensione e alla tipologia dell’intervento.

Testo di Rebecca Cobani
Foto di Oscar Ferrari

Intervento
Edificio in via Brizio
Luogo
Bologna
Progettisti
Andrea Trebbi
Collaboratori
Luca Lorenzini (impianti meccanici), Fabio Lambertini (strutture)
Committente
Brizio Srl
Anno di redazione
2009-2013
Anno di realizzazione
2013-2014
Imprese esecutrici
Asfalticostruzioni Srl
Imprese fornitrici
Simap Snc (serramenti e componenti in alluminio); Ma.Si.Bo Srl (rasature e vernici); M.P.A. Snc (opere in ferro); Termoproget Srl (impianti meccanici); Pantini Impianti Srl (impianti elettrici)
Dati dimensionali
650 mq 2011 mc