Scena alla funzione

Innovazione. È questa la parola da tenere a mente nella lettura progettuale del Teatro di Corato e della sua ristrutturazione. Massimo Alvisi e Junko Kirimoto, fondatori dell’omonimo studio Alvisi Kirimoto, hanno seguito un progetto che non solo ha restaurato il teatro della cittadina pugliese - uno dei più grandi nella regione fino all’edificazione del Petruzzelli di Bari - ma lo ha anche rinnovato con tutti i confort tecnici e con uno stile dinamico e moderno che non ne ha minimamente intaccato bellezza ed eleganza. A partire dall’atrio, dove è sita la biglietteria e da cui si accede al foyer interno: partizioni vetrate, donano luce all’ingresso principale, che risplende come un astro nel firmamento del centro cittadino. Le modanature dell’atrio e del foyer, inoltre, sono state recuperate e riportate al loro colore originale, esaltando così la storia dell’edificio; come avviene anche con l’illuminazione indiretta verso le volte. Entrando in platea si rimane incantati dal senso di ampiezza e dal “dinamismo calmo”: superate le due porte di legno verniciate e al cui interno sono inserite pannellature fonoassorbenti, ci si trova davanti un’area semi-ellittica, messa in risalto da colori caldi e luminosi. Il bianco delle pareti, il rosso delle trecento poltroncine e i toni cangianti del legno di faggio evaporato. Ogni dettaglio esalta l’eleganza adatta ad un luogo di arte e cultura. Il legno non solo appaga l’occhio ma anche l’orecchio: il materiale è stato scelto infatti per le sue doti fono-riflettenti, dando così una valenza non solo formale ma anche funzionale ai maestosi parapetti che seguono la sinuosità dell’edificio. Tra la prima e la seconda galleria si contano complessivamente 187 posti a sedere, avvolti dagli eleganti corrimano in velluto e legno, e protetti appunto dai parapetti in faggio. Le sedute delle gallerie sono comode poltroncine in velluto, fisse al suolo, ad eccezione delle sedute nei palchetti. A culminare questo magnifico esempio di architettura teatrale è il terzo ordine di palchi, che riporta le stesse finiture delle gallerie e della platea sottostante. È quello del teatro di Corato, un magnifico lavoro di conservazione e rivalutazione. Sì, perché la storia viene preservata ed innovata anche grazie ad accorgimenti tecnici come ad esempio il cambiamento in sezione, non solo per assecondare la curvatura dell’edificio ma anche per diffondere il suono e renderlo più avvolgente e caldo. Lo stesso poi può dirsi del grande controsoffitto acustico che, nonostante la rimozione del lampadario che decorava e illuminava la sala, va a riempire la sala di luce e di suono. Forma e funzione. Storia e modernità. Dinamismo ed eleganza. Tanti binomi per un grande progetto.

Testo di Lodovico Guenzi
Foto di Anna Galante

Intervento
Progetto per la ristrutturazione del Teatro di Corato
Luogo
Corato (BA)
Progettisti
Alvisi Kirimoto
Consulenti
Jurghen Reinhold Muller BBM (acustica), Enrico Petralia (strutture), Fabrizio Pizziconi (impianti meccanici), Mario Semproni (impianti Elettrici)
Committente
Comune di Corato
Anno di redazione
2005
Anno di realizzazione
2012
Imprese fornitrici
Tecno Lavoro
Dati dimensionali
930 mq
Caratteristiche tecniche particolari
L’edificio è un teatro classico all’italiana con palchi e gallerie laterali. Decorato, vibrante, con un cielo luminescente dalla geometria controllata che sembra una bolla di luce sospesa, composta da pannelli luminosi di plexiglas. Abbiamo conservato, esaltandoli, i due segni che rimanevano del vecchio impianto: il sipario antico ancora integro e la conformazione ellittica della vecchia platea. Il resto è dato dalla vibrazione, dal ritmo. Le linee curve e continue si rincorrono ma non si incrociano mai. Si fermano al palco, al boccascena, sospeso. Del complesso decoro antico resta il dettaglio preciso delle differenti sagome dei pannelli. Il color oro e la natura del legno, il faggio: materiali caldi che creano un rivestimento avvolgente, favoriscono un’acustica di alta qualità e accompagnano e circondano lo spettatore.