Luce e leggerezza

Il carattere di un’architettura discende dall’architetto che la crea. Quando gli architetti lavorano in team, la sintesi formale e concettuale dei backgrounds di ognuno di loro, produce un linguaggio particolare che rende l’architettura strumento di comunicazione chiaramente decifrabile e riconoscibile. Lo studio Alvisi e Kirimoto+Partners rappresenta una realtà unica nel panorama architettonico contemporaneo poichè è luogo del mix culturale nipponico e italico che emerge in ogni loro intervento nel quale risiede il valore del loro lavoro. L’appartamento, situato nel quartiere Villa Bonelli di Roma, è uno degli esempi in cui si riconosce il minimalismo nipponico magistralmente amalgamato al design italiano. Planimetricamente diviso in zona notte a sinistra e zona giorno a destra dell’ingresso, lo spazio abitativo si sviluppa su un unico piano per un’estensione di 145mq. La netta divisione funzionale degli ambienti, necessaria al fine di garantire la confortevole fruizione degli spazi da parte degli utenti, è in paradossale contrasto con la continuità visiva e materica degli elementi compositivi. Netti contrasti cromatici declinati attraverso la giustapposizione di materiali diversi (legno e corten; legno laccato e naturale) caratterizzanti ogni elemento dell’architettura, permettono di percepire lo spazio come continuum che parte dall’omogeneità del pavimento in rovere sbiancato presente in tutte le camere. Altri elementi unificatori sono il colore bianco e la luce da esso amplificata. Un grande paralelepipedo in corten domina la zona giorno; volume polifunzionale che racchiude in sé contenitori e spazi come il bagno di rappresentanza mutando nella forma in base all’ambiente in cui si inserisce: compatto nella zona di ingresso e in cucina, “squarciato” nella zona conversazione dove è alloggiamento degli apparecchi tecnologici. Ancora un volume puro e bianco racchiude la cucina e si collega al “caldo” parallelepipedo in corten attraverso porte a tutt’altezza in vetro opalino che permettono di serrare ermeticamente l’ambiente se chiuse e dare continuità spaziale con la zona pranzo quando aperte. La zona conversazione è completata da librerie composte da elementi sospesi e sovrapposti tono su tono che smaterializzano il volume dietro il divano accentuando la leggerezza e la luminosità dell’ambiente. La zona notte è distribuita attorno a un disimpegno in cui le alte porte a filo muro bianche assumono un sapore “industriale” attraverso l’inserzione di maniglie in corten che denotano la volontà di controllo del progetto totalizzante, che arriva al minimo dettaglio disegnato in perfetta armonia con il resto degli elementi. Anche i bagni si distinguono per la loro non-convenzionalità e per atmosfere giocate ancora sul marcato contrasto cromatico: bianco e cioccolato nel bagno dei ragazzi e bianco e nero nel bagno padronale. L’utilizzo di materiali quali corian e kerlite, conferisce ulteriore espressività agli ambienti: elementi “fluidi” avvolgono pareti e sanitari. Piccolo, ma di carattere, il bagno degli ospiti si caratterizza per una palette cromatica ripresa dal corian del parallelepidedo entro cui si colloca (verde come il ferro ossidato). Infine, un ampio balcone ad “L” pavimentato in teak, costeggia il living. L’appartamento rappresenta un qualcosa di unico che parla un suo linguaggio frutto del dialogo multiculturale tra un team di architetti di così meritata fama.

Testo di Alessandra Maria Loglisci
Foto di Anna Galante

Intervento
Ristrutturazione appartamento
Luogo
Roma
Progettisti
Alvisi Kirimoto + Partners
Anno di realizzazione
2010
Dati dimensionali
145 mq (appartamento), 80 mq (terrazza)