Chiunque abbia familiarità con le riviste che pubblicano progetti d'architettura, vede replicarsi sovente i medesimi luoghi e progettisti. Una grande limitazione per un territorio, come quello italiano, che conserva fortunatamente ancora un variegato panorama di contesti culturali, capaci di dare origine a realizzazioni che accolgono gli accenti e lo spirito dei luoghi. Progetti è nato con una missione precisa: osservare e documentare la cultura progettuale che si sviluppa in architettura e nel design nei vari territori della penisola. Per dare voce e visibilità anche a quella parte della scena architettonica contemporanea destinata, soprattutto per la sua collocazione territoriale, a restare in ombra. Ad esaminarla con curiosità, la realtà italiana è infinitamente sfaccettata e per questo interessante e vivace: Progetti offre un inedito itinerario di visita alle province dell'inventività.

 


Vita di un antico casolare

A Chieti c’è una casa di fine ottocento, dalle volte in mattoni e la campagna come sfondo. È una vecchia struttura che risale all‘800 e che, nel corso del tempo, ha subito diverse metamorfosi. Oggi si presenta come una casa dall’aspetto antico alla quale è stata data una seconda vita, più moderna e funzionale. L’architetto addetto alla riqualificazione è il progettista Rocco Valentini, che con il suo progetto ha portato nuova vita alla casa, demolendo le due strutture aggiunte nel tempo che soffocavano la struttura. Agli inizi del ‘900, infatti, il casolare era molto diverso da come appare oggi: inizialmente venne aggiunto un secondo edificio destinato a frantoio e successivamente, negli anni cinquanta, fu costruito sul fronte principale un terzo blocco basso, collegato alla zona frantoio. Infine, durante gli anni ottanta i vari corpi di fabbrica aggiunti nel corso degli anni furono inglobati sotto una grande copertura in latero-cemento, ingabbiando la struttura originaria tra le varie superfetazioni, privandola di luce e aria. L’intervento di restauro di Valentini ha modificato nuovamente l’aspetto della casa, da un lato mantenendo l’anima tradizionale dell’edificio, dall’altra aggiungendo un nuovo elemento moderno e funzionale che unisce la casa al frantoio e sostituisce una parte della vecchia struttura. La prima superfetazione, infatti, versava in uno stato di degrado avanzato e la parte aggiunta negli anni ottanta sovrastava visivamente e staticamente l’edificio ottocentesco compromettendone la stabilità. Da qui la scelta di abbattere le strutture aggiunte negli anni cinquanta e ottanta e di lasciare intatte quelle più antiche: la casa e il frantoio, ora unite da un nuovo elemento architettonico. La struttura di collegamento usa un linguaggio moderno e si distacca nettamente dalla struttura del XIX secolo. È stata realizzata in acciaio corten e vetro e richiama le forme di alcune macchine utilizzate per la trasformazione dei prodotti agricoli all’inizio del secolo scorso. Si tratta di un elemento di stacco con una forma estranea al contesto storico, ma è ben armonizzato nelle cromie e introduce un effetto dinamico alla struttura di campagna abruzzese. Il nuovo volume è stato aggiunto al lato ovest della casa antica e ospita la sala da pranzo; la forma scelta richiama la sua funzione di collegamento, il taglio obliquo segue l’andamento della scala interna e il pianerottolo di accesso alla zona notte, situata al primo piano, diventa la copertura dell’ingresso principale. La scelta di dividere le vecchie strutture da quelle contemporanee è espressa nei tagli di luce in alto. Entrare in questa scatola di acciaio e vetro è un po’ come attraversare un portale del tempo: percorrendola i colori e i materiali preannunciano gli edifici antichi collegati, realizzati in pietra arenaria locale e vecchi mattoni fatti a mano e caratterizzati da una calda cromia giallo-sabbia. La continuità dell’edificio è mantenuta anche grazie alle scelte cromatiche dei materiali utilizzati all’interno che si armonizzano con quello dell’acciaio corten, gres marrone scuro utilizzato per i pavimenti, mentre le pedate della scala e passerella sono in legno di mogano. Infine, il sistema d’illuminazione esalta le cromie dei materiali utilizzati attraverso l’utilizzo di apparecchi a LED a luce calda.

Testo di Valentina Pucci
Foto di Archivio Rocco Valentini

Intervento
Restauro di una casa di fine ottocento
Luogo
Chieti
Progettisti
Rocco Valentini
Collaboratori
Giuliano Peverati, Chiara Valentini
Committente
Privato
Anno di redazione
2012
Anno di realizzazione
2015
Costo
Euro 240.000,00
Imprese esecutrici
Marchionne Snc (strutture metalliche), Impresa Edile Pizzi Roberto (lavori di restauro)
Dati dimensionali
276mq, 60mq (terrazzo)