Chiunque abbia familiarità con le riviste che pubblicano progetti d'architettura, vede replicarsi sovente i medesimi luoghi e progettisti. Una grande limitazione per un territorio, come quello italiano, che conserva fortunatamente ancora un variegato panorama di contesti culturali, capaci di dare origine a realizzazioni che accolgono gli accenti e lo spirito dei luoghi. Progetti è nato con una missione precisa: osservare e documentare la cultura progettuale che si sviluppa in architettura e nel design nei vari territori della penisola. Per dare voce e visibilità anche a quella parte della scena architettonica contemporanea destinata, soprattutto per la sua collocazione territoriale, a restare in ombra. Ad esaminarla con curiosità, la realtà italiana è infinitamente sfaccettata e per questo interessante e vivace: Progetti offre un inedito itinerario di visita alle province dell'inventività.

 


Contrapposizioni ipnotiche

Il nuovo locale progettato al centro di Roma da Rocco Bellanova, a capo dal team di Anvi Design, che vede Emanuele Lini come project manager e l’architetto Marcello Piacente dello studio Nervi, alla direzione lavori, ancora una volta stupisce e meraviglia. Grazie all’impronta eclettica e cosmopolita del designer che ci porta verso un nuovo e meraviglioso viaggio tra forme, colori, materiali e superfici preziose. Stiamo parlando di Bez, un elegante ristorante che sorge nel quartiere Prati a Roma, ad un passo da Piazza Cavour, nuovo polo della movida capitolina. Rocco Bellanova, tra il serio ed il faceto, gioca sempre con l’architettura, l’arte e il design, con grande maestria. Il progettista ci fa immergere in luoghi onirici, pieni di richiami importanti, a volte scherzosi a volte veri e propri tributi all’architettura, alla moda e al design. Nel caso di Bez parliamo di uno stile industriale, miscelato ai sapori della Bella Époque parigina. Non mancano richiami alla moda con il soffitto dei bagni in un vivido rosso Valentino, i rigoni black and white ripresi da Jean Paul Gaultier, che si susseguono sulle colonne di vetro retroverniciato, e le linee rigide del bancone in legno di recupero, che richiamano i tagli dello stilista Roberto Cappucci. Nei propri lavori Rocco Bellanova valorizza sempre le architetture preesistenti ed in questo caso è stato mantenuto il soffitto anni ’70 in cemento armato. Riportato a vista il soffitto, con le sue linee rigorose alla Hoffmann, crea una suggestiva scacchiera brutalista in contrasto con la ricchezza degli interni. Il gioco dei contrasti non finisce mai, in questo luogo che affascina e sorprende: la brutalità delle griglie di ferro è sovrastata da preziosi elementi illuminanti, il soffitto di cemento fa da contraltare al pavimento effetto cuoio, il legno chiaro e il legno scuro si alternano sulla parete, che lascia intravedere la cucina attraverso un mobile che riscalda e sa di casa. Lo spazio del locale è organizzato in due parti grazie ad una parete realizzata in grigliato Keller, sovrastata da una cascata di cristalli; il divisorio separa ma non divide e ricrea la suggestiva sensazione di una pioggia di luce liquida. Se nell’architettura funzionalista si venne a contrapporre ciò che è “utile” a ciò che è “bello” nel caso del ristorante Bez, l’architettura, eclettica, strabordante, meravigliosa e scintillante, non è solo bella e quasi ipnotica ma anche utile. Le onde sulle pareti oltre che a decorare e rompere la monotonia degli spazi servono anche a contrastare il riverbero del suono. Allo stesso modo l’articolata parete retrostante il bancone, realizzata con tondino di ferro che va a creare eleganti e filiformi esagoni, non solo arreda ma contiene anche. Le divertenti porte decorate con maxi tessere del domino sembrano ricordarci che è tutto un gioco e, come in Alice in the Wonderland, la verità può essere capovolta in ogni momento. Allo stesso tempo il domino, con i suoi tasselli che si susseguono, ci suggerisce anche il compito dell’architettura, che prosegue all’infinito nel tempo; stili che passano e ritornano e si mischiano. Un gioco di rimandi che funge da trait d’union tra moda, grandi del passato, design e geniali intuizioni di Bellanova.

Testo di Francesca Matera
Foto di Vito Corvasce

Intervento
Progettazione ristorante caffetteria Bistrò
Luogo
Roma
Progettisti
Rocco Bellanova, Emanuele Lini
Committente
Privato
Anno di redazione
2016
Anno di realizzazione
2016
Imprese esecutrici
Falegnameria Tuscolano, Felice Tinto (fabbro), Lolli
Imprese fornitrici
Bizzarri Srl, IlluminazioneRoma, L’Assistenza
Dati dimensionali
150 mq