Chiunque abbia familiarità con le riviste che pubblicano progetti d'architettura, vede replicarsi sovente i medesimi luoghi e progettisti. Una grande limitazione per un territorio, come quello italiano, che conserva fortunatamente ancora un variegato panorama di contesti culturali, capaci di dare origine a realizzazioni che accolgono gli accenti e lo spirito dei luoghi. Progetti è nato con una missione precisa: osservare e documentare la cultura progettuale che si sviluppa in architettura e nel design nei vari territori della penisola. Per dare voce e visibilità anche a quella parte della scena architettonica contemporanea destinata, soprattutto per la sua collocazione territoriale, a restare in ombra. Ad esaminarla con curiosità, la realtà italiana è infinitamente sfaccettata e per questo interessante e vivace: Progetti offre un inedito itinerario di visita alle province dell'inventività.

 


Il ponte collettivo

Capita a volte, all’interno della città, che luoghi che per posizione sarebbero strategici, risultano per altre svariate contingenze, marginali e sottoutilizzate. Il ponte oggetto dell’intervento dello studio Piano B Architetti Associati è inserito nel Parco delle Arti nel quartiere Flaminio a Roma. Sebbene per la sua collocazione potrebbe costituire un importante punto di connessione tra Villa Glori e Monte Mario, la mancanza di attività nelle vicinanze, la cesura urbana di Piazza Gentile da Fabriano e la zona di approdo sulla sponda del Tevere lo rendono un luogo di rilevanza secondaria all’interno della città. Il “Ponte della Musica” è un’istallazione temporanea progettata nell’ambito dell’evento “Aperti per ferie 2016” organizzato dall’associazione Open City Roma. Un dipinto lungo 190 m e largo 7 si sviluppa nel mezzo della pavimentazione bituminosa del ponte. Plance per giochi da fare in strada e postazioni per performances di vari generi ne compongono il motivo figurativo. Pittura e architettura, uniti in un’unica compagine artistica, sono strategicamente chiamati a riqualificare una parte importante di città, a renderla interessante e piacevole da percorrere e vivere. Il progetto si fa carico di un importante compito di sensibilizzazione della popolazione cercando di captare l’attenzione dei cittadini che spesso in maniera troppo indifferente attraversano quella zona. Al margine del dipinto quattro monocoli di cartone a doppia onda invitano i passanti a focalizzare l’attenzione sulle architetture che si ergono nei dintorni e, infine, il ponte è il punto di partenza di ciclo tour e passeggiate per riscoprire il quartiere Flaminio e il Villaggio Olimpico. La scelta di materiali quali la vernice bianca fotocatalitica e atossica che, con l’azione dei raggi ultravioletti, abbatte i fattori di inquinamento e il cartone a doppia onda rende il progetto del tutto sostenibile e a basso impatto ambientale. L’operazione portata avanti dagli architetti, in accordo con l’associazione promotrice dell’evento è, più che altro, un qualcosa di concettuale, di astratto che trova nell’arte il mezzo concreto di comunicazione per arrivare alla popolazione. Gli obiettivi (tra loro consequenziali) sono quelli di guidare la gente alla riscoperta della città e, quindi, di far rivivere un brano urbano importante, riqualificandolo. Questa riqualificazione, in perfetta coerenza con il modus cogenti contemporaneo è un’operazione collettiva che passa necessariamente attraverso il coinvolgimento attivo della cittadinanza. La realizzazione del progetto, infatti, è stata portata avanti con la collaborazione degli studenti di architettura di Roma Tre nell’ambito del workshop organizzato da Open City Roma e guidato da Gaia Maria Lombardo e Giorgio Pasqualini. Gli studenti hanno collaborato alla progettazione, produzione e installazione degli elementi di cartone. Il risultato è la creazione di una nuova visione di spazio pubblico che mette al centro il ponte come luogo collettivo, di condivisione e aggregazione sociale. Uno spazio partecipato che rivive di una nuova luce e con un nuovo spirito.

Testo di Alessandra Maria Loglisci
Foto di Archivio Piano B Architetti Associati, Cristiana Suriano

Intervento
Di Ponte in Bianco (manifestazione culturale “Aperti per ferie 2016” organizzata da Open City Roma)
Luogo
Roma
Progettista
Piano B Architetti Associati
Committente
Comune di Roma
Anno di redazione
2016
Anno di realizzazione
2016
Imprese esecutrici
Autocostruzione
Dati dimensionali
1.330 mq
Caratteristiche tecniche particolari
Vernice fotocatalitica removibile, complementi in cartone