Chiunque abbia familiarità con le riviste che pubblicano progetti d'architettura, vede replicarsi sovente i medesimi luoghi e progettisti. Una grande limitazione per un territorio, come quello italiano, che conserva fortunatamente ancora un variegato panorama di contesti culturali, capaci di dare origine a realizzazioni che accolgono gli accenti e lo spirito dei luoghi. Progetti è nato con una missione precisa: osservare e documentare la cultura progettuale che si sviluppa in architettura e nel design nei vari territori della penisola. Per dare voce e visibilità anche a quella parte della scena architettonica contemporanea destinata, soprattutto per la sua collocazione territoriale, a restare in ombra. Ad esaminarla con curiosità, la realtà italiana è infinitamente sfaccettata e per questo interessante e vivace: Progetti offre un inedito itinerario di visita alle province dell'inventività.

 


Il posto del cuore

Open Studio ci mostra, con il progetto di questa villa, come a volte il lavoro dell’architetto debba limitarsi al dare ad un edificio un’estetica adeguata alla bellezza del paesaggio, in cui ha la fortuna di essere stato costruito. La villa ristrutturata da Open Studio, dono d’amore di un uomo a sua moglie, è situata in uno dei punti più belli della Toscana, su una collina a strapiombo sul mare, da cui gode una vista a centottanta gradi. Tutto il progetto della casa è stato sviluppato insieme ai committenti, ispirato da due principi per loro fondamentali e strettamente connessi: l’interno e l’esterno, la famiglia e il paesaggio. Queste due forze parimenti attrattive, verso cui il progetto doveva sempre tendere, hanno fatto sì che questa casa diventasse ospite e ospitante: ospitante della loro numerosa famiglia che avrebbe accolto e ospite del paesaggio italiano in uno dei suoi scorci mozzafiato. Open Studio ha ripensato completamente una casa che aveva potenzialità enormi assolutamente non sfruttate, che sorgeva come un castello autoreferenziale, totalmente incurante del suo intorno e del benessere delle persone che lo abitavano. Ogni aspetto del progetto ha avuto quindi come obiettivo l’apertura della casa verso l’esterno e, allo stesso tempo, la fruibilità dei suoi spazi, la creazione di zone di aggregazione familiare, la semplicità e la sobrietà nelle zone private. Tutto questo è stato anticipato dal progetto della piscina, disegnata dall’arch. Firouz Galdo, che ha posto le basi e così incoraggiato quest’ottica generale di “apertura”: sfruttando il naturale dislivello del giardino, ha disegnato una piscina a sfioro con bordo tracimante sul versante rivolto al mare. La sua forma organica si inserisce armoniosamente nelle curve di livello, ampliando e liberando il fronte visivo dell’utilizzatore. Come si legge su un belvedere di Polignano: “Qui il mio gemello mare ha ingigantito la mia libertà”. Nel progetto degli interni grande importanza è stata data al recupero della spazialità del grande salone, interrotta da un monumentale corpo scala in marmo che bloccava la vista del mare. Sono stati realizzati importanti interventi strutturali, progettati dall’ing. Mauro Lastri, per liberare lo spazio da questo vincolo ingombrante, che hanno permesso di riposizionare la scala in modo più defilato e liberare nuovamente la vista verso il mare. Lo studio ha operato in stretta collaborazione con Marta Fegiz, progettista degli esterni, per creare nuovi spazi all’aperto godibili visivamente anche dall’interno e nei quali trascorrere ore a contatto con la natura. la cucina, attraverso l’apertura di nuove finestre, ora si affaccia sull’albero di ulivo e sul pergolato di rose, dove prima c’era un parcheggio; la zona pranzo comunica con il salotto del patio sud, ombreggiato da due grandi lecci e da vele del colore del cielo, dove prima c’erano solo sole e pavimento, in uno spazio in cui era impossibile sostare. La loggia vicino al salone ha divani in muratura e grandi cuscini per invitare al relax, dove prima c’era un corridoio coperto; il patio nord è stato arricchito con il salotto progettato per essere una fresca terrazza sul mare tra la grande quercia e il pesco esistenti, dove prima c’era una rampa carrabile. I colori sono quelli della terra e i materiali quelli della tradizione, ripensati in chiave contemporanea, mantenendone tutto il calore: il cotto per i pavimenti esterni, il cemento tadelakt per gli interni e la piscina, il legno di olmo e il marmo di carrara per la cucina, il lino nei tessuti, la pietra locale per i muri a secco. A dispetto di tanta recuperata semplicità, attuata anche attraverso la rimozione di tutti gli elementi architettonici estranei al corpo iniziale, i lavori e l’impegno per rendere “facile e vivibile” una struttura così complessa sono stati totali. In fine, l’alta tecnologia utilizzata per la domotica e per il miglioramento del comportamento termico dell’edificio, ne hanno permesso una fruizione semplice e adeguata alle esigenze dei proprietari.

Testo di Francesca Matera
Foto di Archivio Open Studio

Intervento
Villa privata con piscina
Luogo
Monte Argentario (GR)
Progettisti
Open Studio - Alessandra Gobbo, Laura de Iudicibus, Beatrice Chiappini
Collaboratori
Marco De Cubellis
Committente
Privato
Anno di redazione
2013
Anno di realizzazione
2014
Costo
Euro 2.200.000,00
Imprese esecutrici
Leandri e Zandomeneghi Snc
Dati dimensionali
320 mq (interni), 1.600 mq (esterni)