Chiunque abbia familiarità con le riviste che pubblicano progetti d'architettura, vede replicarsi sovente i medesimi luoghi e progettisti. Una grande limitazione per un territorio, come quello italiano, che conserva fortunatamente ancora un variegato panorama di contesti culturali, capaci di dare origine a realizzazioni che accolgono gli accenti e lo spirito dei luoghi. Progetti è nato con una missione precisa: osservare e documentare la cultura progettuale che si sviluppa in architettura e nel design nei vari territori della penisola. Per dare voce e visibilità anche a quella parte della scena architettonica contemporanea destinata, soprattutto per la sua collocazione territoriale, a restare in ombra. Ad esaminarla con curiosità, la realtà italiana è infinitamente sfaccettata e per questo interessante e vivace: Progetti offre un inedito itinerario di visita alle province dell'inventività.

 


La casa galleria

Il progetto affidato a MDAA Architetti Associati prevedeva la ristrutturazione di due appartamenti distinti, acquistati dal committente in uno dei condomini storici dell’EUR degli anni ‘60. Gli appartamenti, che si sovrappongono, si trovano al primo e al secondo piano. La sfida progettuale è stata, quindi, quella di unire le due case in un’unica residenza organica. È stato fatto qualcosa di più significativo della somma dei due appartamenti, sia dal punto di vista della luce che delle altezze. L’appartamento al primo piano, infatti, era piuttosto buio e anche le altezze erano un problema: il singolo appartamento in questo tipo di edifici ha l’interpiano di 2,80 metri, dimensione che negli spazi grandi può risultare angusta. Partendo da queste considerazioni, la scommessa del progetto prevedeva di unire spazialmente e visivamente il primo e secondo piano. La soluzione adottata è stata quella di inserire, prima di tutto, una preziosa scala interna. Entrando dall’ingresso di casa nel grande salone, ci si trova immediatamente di fronte alla scala. Come segno verticale di grande forza scultorea è capace di portare lo sguardo tra il primo e il secondo piano. Tecnicamente la scala è anche un pezzo di bravura artigianale. Disegnata su un’ellisse con l’asse minore molto ridotto, disegna nello spazio un’elica volante, dove i raggi di curvatura di legno e vetro sono al limite delle possibilità realizzative. In secondo luogo, la connessione tra i due piani viene rafforzata attraverso una grande apertura quadrata (250 x 250 cm), allineata al buco rettangolare contenente l’ellissi della scala. Quest’apertura permette che la luce del piano superiore, assai luminoso, irrompa nel piano inferiore, contribuendo a costituire tra i due piani un’unità spaziale immediatamente percepibile. Attorno a questi due elementi, nel grande soggiorno, è esposta la collezione di fotografie del proprietario, concepita come una galleria d’arte attorno alla residenza. La scelta delle finiture e la qualità dei dettagli sono articolati per rafforzare la logica dell’unità spaziale. Ad esempio, con il leitmotiv di alcuni materiali che ricorrono nella casa e, in particolare, con la scelta di realizzare il pavimento del primo appartamento e il soffitto del secondo livello con lo stesso materiale: una superficie di legno artigianale, composta da pannelli, la cui larghezza è pari alla dimensione del tronco di un albero, un acero volutamente chiarissimo, un materiale vivo e al contempo astratto. In questo modo si crea un unico limite visivo riconoscibile. Così come il ferro nudo o i pregiati marmi dei bagni, mentre i gusci al bordo dei soffitti, nascondono le grandi travi di calcestruzzo e inglobano alcuni impianti controllati da un sistema domotico con cui è gestita tutta la casa. L’ingresso è fortemente caratterizzato dalla porta di accesso, che scompare inglobata nella pannellatura delle pareti ed è volutamente di dimensioni ridotte, per lasciare ampio respiro al soggiorno-galleria. Nell’insieme la casa si presenta con una spazialità fortemente contemporanea e si caratterizza nell’attenzione ai dettagli e nella morbidezza di alcune linee (i bordi del controsoffitto e le forme curve), che richiamano alcuni elementi del quartiere tipici degli anni ‘30, così come alcuni pezzi dell’arredamento, lavori museali del ‘900 italiano, rendono più riconoscibile e allusiva la connessione a quegli anni.

Testo di Valentina Pucci
Foto di Simone Bossi, Nico Marziali

Intervento
La casa galleria
Luogo
Roma
Progettisti
MdAA Architetti Associati
Committente
Privato
Anno di redazione
2015 - 2016
Anno di realizzazione
2016
Costo
Euro 1.500.000,00
Impresa esecutrici
A.C. Costruzioni Srl, Branca Lab, Stone arredo
Dati dimensionali
470 mq