Chiunque abbia familiarità con le riviste che pubblicano progetti d'architettura, vede replicarsi sovente i medesimi luoghi e progettisti. Una grande limitazione per un territorio, come quello italiano, che conserva fortunatamente ancora un variegato panorama di contesti culturali, capaci di dare origine a realizzazioni che accolgono gli accenti e lo spirito dei luoghi. Progetti è nato con una missione precisa: osservare e documentare la cultura progettuale che si sviluppa in architettura e nel design nei vari territori della penisola. Per dare voce e visibilità anche a quella parte della scena architettonica contemporanea destinata, soprattutto per la sua collocazione territoriale, a restare in ombra. Ad esaminarla con curiosità, la realtà italiana è infinitamente sfaccettata e per questo interessante e vivace: Progetti offre un inedito itinerario di visita alle province dell'inventività.

 


Celebrare l’espressione artistica

Per garantire la valorizzazione del suo patrimonio, che vanta una collezione di oltre 1.000 opere di artisti nazionali ed internazionali, all’inizio degli anni Duemila, il Centro Pecci ha deciso di raddoppiare la sua superficie espositiva e ristrutturare l’edificio originario di Gamberini risalente al 1988, dal profilo ispirato al paesaggio industriale circostante, che ormai risultava inadeguato. Il compito del primo centro dedicato all’arte contemporanea in Italia, voluto dall’imprenditore Enrico Pecci, è stato quella di promuovere l’arte emergente; la sua ricca collezione è stata però per lungo tempo sacrificata nei magazzini per mancanza di spazi espositivi. Con il progetto di Maurice Nio il Centro amplia la propria sede ed il proprio programma culturale. L’intervento si inserisce in un territorio a forte vocazione industriale ma ancora spoglio di segni architettonici di rilievo. I lavori di ampliamento, iniziati nel 2006, vedono la costruzione di una nuova ala a forma di anello, di forte identità architettonica, che abbraccia e circonda l’edificio originario. Il disegno del nuovo intervento riprende le linee del parco adiacente e mira a favorire la permeabilità fra il museo e il suo territorio. Il progetto si sviluppa su due livelli: il piano terra ospita le funzioni ricettive, come il nuovo ingresso, il bookshop ed il ristorante, e si apre verso la città attraverso una parete vetrata che corre da un’estremità all’altra dell’anello; il livello superiore è dedicato alle esposizioni e presenta un rivestimento metallico color bronzo. Il punto più alto è rappresentato da un elemento simile ad un’antenna, simbolo della volontà di captare le nuove forme di creatività vive nel territorio e denunciare la presenza dell’edificio, rendendolo visibile sia dall’autostrada che dalla città. Il Centro dichiara la sua presenza, invita all’esplorazione dei suoi spazi, della sua collezione. Gli accessi vengono evidenziati ed i percorsi ripensati al fine di moltiplicare le possibilità di fruizione e di esposizione. Il complesso si estende oggi su una superficie di quasi 10.000 mq, oltre agli spazi espositivi ospita un archivio, una biblioteca specializzata, un teatro all’aperto, un cinema-auditorium, uno spazio performativo, un bookshop, un pub-bistrot, un ristorante, dei laboratori e varie sale d’incontro. Anche l’area verde attorno all’edificio è stata riorganizzata, resa più accessibile e riconoscibile, il giardino e l’ampia piazza stabiliscono un nuovo rapporto fra il tessuto urbano e il museo: l’arte si apre alla città. Il nuovo edificio si presenta quindi come estensione e raccordo della struttura esistente, conservata e riqualificata, alla quale aggiunge nuove funzionalità. Un’opera dal forte valore evocativo: un importante segno urbano, un elemento catalizzatore di attenzioni, un sensore in grado di percepire e trasmettere le espressioni artistiche presenti sul territorio, confermando l’attenzione verso la scena internazionale e rafforzando il proprio legame con il territorio.

Testo di Irene Terenzi
Foto di Fernando Guerra

Intervento
Sensing the Waves
Luogo
Prato
Progettisti
Maurice Nio
Direttore NIO architecten Italia
Luca Rimatori
Responsabile del procedimento per il Comune di Prato
Luca Piantini
Direzione Lavori
Paolo Bartalini (dal 2007 al 2012), Antonella Cacciato (2012), Massimo Lastrucci (dal 2013 al 2016)
Progetto e direzione lavori per la ristrutturazione e l’adeguamento dell’edificio originale di Italo Gamberini
Antonio Silvestri
Progetto sistemazioni esterne
Luca Piantini, Michele Faranda
Geologo
Deborah Bresci (dal 2007 al 2011), Damiano Franzoni (dal 2012 al 2016)
Progetto di ingegneria strutturale
Ingenieursbureau Zonneveld, Iacopo Ceramelli, Alberto Antonelli, Daniele Storai
Direzione operativa delle opere strutturali
Andrea Vignoli, Claudio Consorti
Impianti meccanici e antincendio
Dante Di Carlo
Impianti elettrici
Maurizio Mazzanti (CMA)
Coordinatore per la sicurezza
Paola Falaschi
Progetto illuminotecnico
Bernardo D’Ippolito (Kino Workshop)
Acustica
Pietro Danesi
Collaudatore
Massimo Perri
Amministrazione
Stefania Galli
Anno di redazione
2006
Anno di realizzazione
2015
Costo
Euro 14.400.000,00
Imprese esecutrici
Cooperativa l’Avvenire 1921, ATI Imisca (ristrutturazione e adeguamento dell’edificio originario di Italo Gamberini), sistemazioni esterne: Nigro Costruzioni (1° lotto), Mec Italia (2° lotto)
Dati dimensionali
7.815 mq