Chiunque abbia familiarità con le riviste che pubblicano progetti d'architettura, vede replicarsi sovente i medesimi luoghi e progettisti. Una grande limitazione per un territorio, come quello italiano, che conserva fortunatamente ancora un variegato panorama di contesti culturali, capaci di dare origine a realizzazioni che accolgono gli accenti e lo spirito dei luoghi. Progetti è nato con una missione precisa: osservare e documentare la cultura progettuale che si sviluppa in architettura e nel design nei vari territori della penisola. Per dare voce e visibilità anche a quella parte della scena architettonica contemporanea destinata, soprattutto per la sua collocazione territoriale, a restare in ombra. Ad esaminarla con curiosità, la realtà italiana è infinitamente sfaccettata e per questo interessante e vivace: Progetti offre un inedito itinerario di visita alle province dell'inventività.

 

Reinterpretare e rielaborare

La ristrutturazione degli uffici direzionali del gruppo Montenegro Srl, azienda del territorio bolognese conosciuta per la produzione del noto Amaro da cui prende nome, fa parte del progetto più ampio di rinnovamento del marchio che coinvolgerà più aspetti della produzione. Le scelte architettoniche e lo sviluppo degli spazi interni rivestono un ruolo fondamentale nell’immagine di un’azienda; motivo per cui un percorso di rinnovamento porta necessariamente a mettere in discussione non solo l’estetica ma anche la distribuzione e l’organizzazione degli spazi per renderli più funzionali e coerenti con la nuova realtà più dinamica e versatile. Il contesto è rappresentato da un edificio progettato e realizzato negli anni ‘70 che ha nel tempo subito diverse modifiche sia volumetriche sia di organizzazione degli spazi interni. La struttura originaria, ispirata nelle sue forme dal Movimento Moderno ed in particolare dai maestri della scuola scandinava, presentava linee molto interessanti e all’avanguardia per il tempo, il progetto si proponeva in maniera chiara ed unitaria coniugando estetica e funzionalità. Purtroppo, come spesso accade, le necessità contingenti hanno portato nel tempo a scelte disorganiche nella gestione degli spazi. Il progetto perciò, realizzato dagli architetti Edoardo Morelli e Ciclostile Architettura, parte prevalentemente da due input: la reinterpretazione dell’architettura originaria attraverso un’operazione di “pulizia critica” e la rielaborazione di linee e cromie proprie del marchio. In questa maniera prende vita un nuovo spazio che si inserisce delicatamente nella struttura esistente armonizzando preesistenza e nuovo intervento senza rinunciare a proporre un’estetica contemporanea e spazi adeguati alle funzioni preposte. Gli uffici direzionali si trovano al secondo piano di un edificio a forma quadrata con un’ampia corte chiusa centrale. La corte, illuminata zenitalmente da una grande vetrata, rappresenta il fulcro del complesso mentre al centro un enorme ficus benjamin si eleva per due piani fuori dall’edificio. Gli uffici sono quindi disposti attorno alla corte e distribuiti da un ballatoio aperto sul doppio volume. I corpi illuminanti che caratterizzano lo spazio di transito sono stati disegnati ad hoc per questo progetto e riprendono, in scala ridotta, la forma del grande lucernario centrale. Gli ambienti adibiti al lavoro, uffici e sale riunioni, sono separati dallo spazio di transito da un sistema di pareti vetrate integrate con elementi di contenimento. Questo sistema permette di enfatizzare l’illuminazione naturale che irraggia gli spazi di lavoro sia dalle finestre a nastro sulla facciata esterna, sia dalla corte centrale; inoltre si garantisce così il giusto grado di permeabilità visiva alternata da elementi contenitivi integrati che creano e assicurano intimità. La volontà di realizzare uno spazio dotato di una forte unitarietà compositiva ha portato alla scelta di un pavimento in resina continuo e all’utilizzo di un controsoffitto a doghe fonoassorbenti Fantoni in legno Mdf. Tutti gli elementi tecnici che sono stati inseriti a pavimento e a soffitto sono stati progettati per essere perfettamente integrati nel disegno architettonico, per questo motivo sono stati utilizzati elementi di ricambio dell’aria e corpi illuminanti a forma di esili stecche che, alternati alle doghe del controsoffitto, scandiscono il ritmo dei locali interni. Allo stesso modo il controsoffitto stesso ha caratteristiche tecniche che permettono un forte abbattimento acustico. Elementi contenitivi bassi si susseguono su tutte le pareti esterne sotto le finestre a nastro ed ospitano anche tutti i corpi riscaldanti e refrigeranti.

Testo di Rebecca Frisoli
Foto di Fabio Mantovani

Intervento
Progettazione uffici direzionali
Luogo
Zola Predosa (BO)
Progettisti
Edoardo Morelli;
Ciclostile Architettura - Giacomo Beccari, Gaia Calamosca, Alessandro Miti
Committente
Montenegro Srl
Anno di redazione
2013
Anno di realizzazione
2014
Imprese fornitrici
Fertrading (Fantoni), Viabizzuno, Officine Volta, L’Invisibile
Dati dimensionali
600 mq