Chiunque abbia familiarità con le riviste che pubblicano progetti d'architettura, vede replicarsi sovente i medesimi luoghi e progettisti. Una grande limitazione per un territorio, come quello italiano, che conserva fortunatamente ancora un variegato panorama di contesti culturali, capaci di dare origine a realizzazioni che accolgono gli accenti e lo spirito dei luoghi. Progetti è nato con una missione precisa: osservare e documentare la cultura progettuale che si sviluppa in architettura e nel design nei vari territori della penisola. Per dare voce e visibilità anche a quella parte della scena architettonica contemporanea destinata, soprattutto per la sua collocazione territoriale, a restare in ombra. Ad esaminarla con curiosità, la realtà italiana è infinitamente sfaccettata e per questo interessante e vivace: Progetti offre un inedito itinerario di visita alle province dell'inventività.

 


Il seme della solidarietà

Sempre maggiore importanza acquisiscono, nel mondo dell’architettura, le installazioni artistiche temporanee; costruzioni che, seppure esistano per un arco di tempo ristretto, permettono comunque di ammirare il bello nella dimensione che più gli si addice: quella dello spazio abitabile. Un notevole esempio di quanto un’installazione possa incantare ci arriva dalla città di Bologna, qui, nella centralissima Piazza Nettuno, l’amministrazione comunale concesse alla organizzazione non governativa CEFA Onlus di incontrare la cittadinanza, raccontandosi e facendosi conoscere o riconoscere nelle due settimane antecedenti alla Giornata mondiale dell’Alimentazione del 2013. CEFA è un’associazione di volontariato internazionale e, nell’occasione di quel World Food Day, commissionò allo studio Ciclostile Architettura il Seme della Solidarietà. Lo studio di progettazione, composto da Giacomo Beccari, Gaia Calamosca e Alessandro Miti, partì proprio dall’idea di seme, e dalla sua forma pressoché sferica per realizzare questa installazione. In uno spazio di circa 20 mq, interamente creato da manodopera volontaria, CEFA fece base per due settimane. La struttura, realizzata completamente in legno, tramite sovrapposizione ed incastro di pannelli, venne pensata per ospitare una decina di persone. Le costole legnose che lo compongono furono studiate per andare a disegnare due tavoli destinati accogliere il pubblico, curiosamente di altezze diverse, ed una panca utile a far accomodare chi attendeva il proprio turno per incontrare un operatore CEFA. La forma circolare, semisferica del Seme ha la capacità di creare una separazione con l’ampio spazio esterno, la principale piazza di Bologna, e creare un ambiente dall’atmosfera raccolta, nonostante la grandissima permeabilità visiva. Le costole in legno sono la struttura portante del Seme, ma anche i suoi elementi di arredo nonché il suo sistema di ombreggiamento; esse sono distanziate da morali di legno, elementi i quali, oltre alle viti e, come già detto, alle costole, sono le uniche componenti del sistema costruttivo. Il Seme della solidarietà ha avuto quindici giorni di vita, non molti ma comunque sufficienti per sensibilizzare i passanti sul tema dello spreco alimentare e far conoscere a bolognesi e turisti la realtà di una Onlus come CEFA, oltre che per regalare a tutti un pregevole meeting point nella vetrina di Piazza Nettuno.

Testo di Mattia Mezzetti
Foto di Fabio Mantovani

Intervento
Il Seme
Luogo
Bologna
Progettista
Ciclostile Architettura - Giacomo Beccari, Gaia Calamosca, Alessandro Miti
Committente
CEFA Onlus
Anno di redazione
2013
Anno di realizzazione
2013
Imprese esecutrici
Partecipazione volontaria
Imprese fornitrici
Imola Legno Spa
Dati dimensionali
20 mq